II Report Assoterziario: settore archivia crisi e cambia faccia, in sei anni +185mila società di capitali, crollano ditte e società di persone

“Su piccoli pesano crisi e difficoltà ad innovarsi, investire su transizione digitale a misura di pmi”

Il rapporto: I fatturati dei servizi tornano sopra i livelli del 2019, ma la distribuzione tradizionale soffre. Il Presidente Nico Gronchi: “Servizi italiani ancora indietro nell’adozione di nuove tecnologie. Web tax equilibri concorrenza o sarà solo un’altra imposta”

Meno ditte, più imprese strutturate. Il terziario archivia definitivamente la crisi innescata dalla pandemia, ma si trasforma: tra il 2017 ed il 2023, le società di capitali sono aumentate di +185mila unità, mentre sono crollate le ditte individuali (-85mila) e le società di persone (-84mila). Un segnale del progressivo consolidamento del sistema imprenditoriale, ma anche delle difficoltà delle imprese di minori dimensioni, su cui hanno pesato la doppia crisi economica e pandemica e la mancata innovazione. Un ritardo nell’adozione di nuove tecnologie che accomuna – a livelli diversi – tutti i comparti del terziario, riducendone le potenzialità di crescita. È quanto emerge dal II Rapporto sul Terziario, a cura di Assoterziario Confesercenti.

Il peso del terziario.  Nel 2023 le imprese del Terziario sono circa 3 milioni e 90 mila, in leggera contrazione (-9.000 unità), sul 2022. Rappresentano oltre il 60% del totale delle attività della nostra economia: Agricoltura e Costruzioni pesano ciascuno poco più del 14%, la Manifattura circa il 9% del totale delle imprese italiane.

I comparti. Il 42% delle imprese – quasi 1,3 milioni – è attivo nel commercio: di queste, 710mila circa nel commercio al dettaglio. Le attività dei servizi di alloggio e ristorazione sono il secondo comparto per numero di imprese: oltre 394mila, il 13% del totale. Seguono le attività immobiliari (9%), quelle professionali, scientifiche e tecniche (7%); poi le attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (6%), trasporto e magazzinaggio (5%), servizi di informazione e comunicazione e attività finanziare e assicurative (entrambe al 2%) e Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (2%).

Natalità delle imprese. L’andamento delle nuove imprese iscritte non è lineare. Nell’anno appena conclusosi si registra una ripresa generalizzata rispetto al 2022, che in uno scenario di inflazione e tensioni geopolitiche rappresenta un segno positivo. Tuttavia, questa ripresa insieme a quella del 2021 non sono sufficienti a colmare la pesante caduta registrata a seguito dell’emergenza sanitaria nel 2020. Le iscrizioni, nel 2023, sono circa 13mila in meno di quelle registrate nel 2019. A vedere il calo peggiore di natalità sono il Commercio (-22% di iscritte) e le Attività di Ristorazione (-21,7%). Crescono invece le Attività finanziarie e assicurative, quelle Immobiliari e le Attività professionali, scientifiche e tecniche.

I fatturati. Nell’arco degli ultimi cinque anni (2017-2022) il fatturato nei servizi è cresciuto del 18,1%, superando definitivamente lo stop imposto dalla pandemia: a una variazione negativa del -12% di media nel 2020, anno dei lockdown, sono seguite le crescite del +15% del 2021 e del +14% del 2022. A trainare la crescita soprattutto le attività legate al Turismo e ai Trasporti.

Commercio, tra inflazione e online. Più difficile lo scenario per le piccole imprese del commercio, che si sono trovate ad affrontare negli ultimi anni la difficoltà della domanda, l’irrompere della dinamica inflattiva sulle materie prime e poi a valle sull’intera filiera dei beni e l’evoluzione dei comportamenti di acquisto. Negli ultimi cinque anni, le vendite del commercio elettronico sono cresciute del +110%, quelle della GDO del +11%, mentre le imprese su piccole superfici sono rimaste al palo. Se continua così, nel 2030 i negozi della distribuzione tradizionale intermedieranno solo il 9-10% del largo consumo, ed il 24-25% del non alimentare.

Per il terziario gli ultimi anni sono stati una corsa sulle montagne russe”, commenta il Presidente Nico Gronchi. “Dopo la pandemia e l’iniziale rimbalzo, il settore ha dovuto affrontare non solo una spinta inflazionistica che non si vedeva da tempo, ma anche una forte reazione della Banca centrale europea, con conseguente riduzione di investimenti e consumi.  Le imprese si sono ritrovate a far fronte a improvvisi e significativi rialzi dei tassi di interesse, trovandosi a dover restituire rate in alcuni casi quintuplicate. Uno scenario che ha messo in seria difficoltà il mondo delle piccole e medie imprese del terziario. Particolarmente accentuata la crisi dei piccoli esercizi commerciali che continuano a soffrire una riduzione di quote di mercato, che se già appare rilevante a valori correnti diventa preoccupante in volume. Di questo passo, in prospettiva già dal 2030, le piccole imprese assumerebbero una sostanziale marginalità dei volumi di vendita intermediati, con forti ripercussioni sui livelli di profittabilità delle stesse e con conseguente vivibilità delle aree urbane e cittadine. Si pone dunque un problema di urgenza degli interventi a sostegno delle attività economiche in ambito cittadino, ma anche un problema di equità concorrenziale, di rispetto delle normative e di tassazione delle attività svolte on line spesso con utilizzo di basi giuridiche di comodo. La web tax – appena entrata in vigore, e di cui monitoreremo attentamente gli effetti – deve essere efficace nel garantire pari condizioni concorrenziali, altrimenti rischia di essere solo un’altra imposta. Ma occorre investire anche sull’innovazione diffusa: ritardi culturali, ridotte dimensioni e mercati circoscritti fanno delle PMI italiane aziende digitalmente poco strutturate e poco attente alle potenzialità della digitalizzazione dei processi di innovazione e sviluppo”. 

Scarica il secondo Rapporto sul Terziario di Assoterziario Confesercenti

Il seminario di approfondimento: progetto “RETURN” – Bando a Cascata Spoke 7 TS3 in collaborazione con CESCOT VENETO

Venetian Cluster srl, in qualità di soggetto promotore del progetto “Return” – Multi-Risk sciEnce for resilienT commUnities undeR a changiNg climate, in collaborazione con CESCOT Veneto – ente di formazione padovano – informa sulle opportunità aperte e fornisce supporto alle aziende interessate come “punto di primo contatto” per la partecipazione ai bandi di finanziamento. Si terrà venerdì 23 febbraio 2024, dalle 15.30 alle 16.30 presso CESCOT Veneto – Via Giovanni Savelli, 8, 35129 Padova PD – sala San Marco, il secondo seminario realizzato in collaborazione con Venetian Cluster e CESCOT e con la partecipazione del professor Ciro del Vecchio (Fondazione RETURN) e del professor Mario di Bacco (Università di Firenze.).  Il progetto Return è un partenariato esteso che mira a rafforzare le filiere della ricerca sui rischi ambientali, naturali e antropici a livello nazionale, promuovendo la partecipazione alle catene del valore strategiche europee e globali. Attraverso il potenziamento delle conoscenze di base e l’applicazione della tecnologia, il progetto contribuisce al rafforzamento delle competenze chiave, al trasferimento tecnologico e di conoscenze, nonché alla governance italiana nella gestione del rischio di catastrofi, coinvolgendo amministrazioni pubbliche, stakeholders e imprese private.

 Il secondo bando a cascata proposto è rivolto alle imprese e riguarda lo Spoke 7 – TS3: “La resilienza delle comunità ai rischi: dimensioni sociali, economiche, giuridiche e culturali” dell’Università di Firenze.

I Destinatari:

  1. Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI),
  2. Grandi Imprese (GI),
  3. Possono partecipare partenariati composti da un massimo di 3 soggetti.

Scadenza: 25 marzo 2024, ore 12:00

Dotazione finanziaria: Dotazione finanziaria complessiva: 550.000,00 euro, distribuita secondo le seguenti tematiche:

  1. Monitoraggio strutturale del patrimonio culturale (min € 140.000,00 max € 175.000,00)
  2. Coprogettazione e implementazione sul campo di Indagini campionarie (min € 95.000,00 – max € 120.000,00 – Riservata al Mezzogiorno 100%)
  3. Strumenti e soluzioni innovative per la comunicazione e l’educazione in ottica multirischio (min € 85.000,00 € – max 100.000,00 – Riservata al Mezzogiorno 100%)
  4. Applicazione sul campo delle metodologie di pianificazione partecipata (min € 60.000,00 – max € 75.000,00)
  5. Trasferimento di “nudge” dalla fase di design alla fase di applicazione sul campo (min € 45.000,00 – max € 55.000,00) 

Per ulteriori dettagli e per presentare la vostra candidatura, vi invitiamo a consultare il link al Bando disponibile sul sito dell’Università di Firenze: Bando a Cascata, partecipare all’evento online o in presenza venerdì 23 febbraio 2024 dalle ore 15.30 alle 16.30 iscrivendovi al link: https://forms.gle/kwP4dPs2EddDwpX3A

 

Convenzioni attive con Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera

Confesercenti ha rinnovato la convenzione con il Corriere della Sera e con la Gazzetta dello Sport per consentire ai soci di abbonarsi “in edicola”: è possibile, infatti, ritirare la propria copia in un qualsiasi punto vendita e nell’orario preferito, senza dover attende la consegna a domicilio.

Senza costi aggiuntivi, l’abbonamento comprende anche tutti gli inserti del caso.

L’abbonamento è annuale e nel modulo è possibile scegliere l’opzione più adatta alle proprie esigenze.

Convenzione 2024 Corriere-Gazzetta soci Confesercenti

Balneari: inaccettabile esito prime gare e procedure per assegnazione concessioni in Veneto

 Chiediamo al Governo provvedimento per mettere in sicurezza le imprese”

L’esito delle prime gare e delle procedure selettive per l’assegnazione delle concessioni nel comune di Jesolo nella regione Veneto ci lascia amareggiati: è inaccettabile che il futuro economico di un sistema turistico balneare sia affrontato in maniera così superficiale, dietro le imprese ci sono altrettante famiglie che da anni investono e che hanno come unica fonte di reddito quella che deriva dalla gestione dell’attività balneare. Un valore sociale importante”.

Così Maurizio Rustignoli, presidente di FIBA e Antonio Capacchione Presidente del Sib Confcommercio le associazioni che riuniscono gli stabilimenti balneari aderenti rispettivamente a Confesercenti e a Fipe Confcommercio.

“Un’operazione – proseguono Rustignoli  e Capacchione – affrontata senza prendere minimamente in considerazione i giusti principi delle procedure di evidenza pubblica ed il risultato è che i grandi capitali si sono appropriati di ampissime porzioni di arenile procedendo, fra l’altro, nettamente in contrasto con quanto prevede la legge 118 attualmente vigente e voluta dal governo Draghi: garantire la massima tutela delle concessioni medio-piccole, prevedendo il principio dell’indennizzo con il riconoscimento del valore dell’impresa”.

“Ora bisogna fare il possibile affinché questa distorsione delle procedure applicata in Veneto non si verifichi altrove, evitando che le amministrazioni periferiche avviino gare nell’assegnazione delle concessioni vigenti con queste modalità. Occorre aprire un tavolo tecnico – concludono Rustignoli e Capacchione – chiediamo al Governo di emanare in tempi rapidi un provvedimento per dare certezze e mettere in sicurezza le imprese: non possiamo più perdere altro tempo, non si può mortificare un sistema imprenditoriale. Occorre garantire continuità di lavoro a decine di migliaia di aziende prevalentemente a conduzione familiare che hanno finora sempre confidato nelle leggi dello Stato. Auspichiamo, perciò, che si possa trovare, quanto prima, un nuovo punto di equilibrio in quel patto fiduciario di lungo corso fra concessionari e Stato, per ridare dignità e risposte ad un comparto fondamentale per l’economia italiana”.

L’articolo Balneari: inaccettabile esito prime gare e procedure per assegnazione concessioni in Veneto proviene da Confesercenti Nazionale.

L’articolo Balneari: inaccettabile esito prime gare e procedure per assegnazione concessioni in Veneto proviene da FIBA.

“La transazione energetica: GSE incontra le Imprese e il mondo associativo”: evento in Camera di Commercio il 22 febbraio

Il 22 febbraio alle 17,  presso la Camera di Commercio di Padova, avrà luogo l’evento “La transazione energetica: GSE incontra le Imprese e il mondo associativo“, il convegno programmato all’interno del “Road Show GSE – Diamo energia al cambiamento” e che vedrà il coinvolgimento delle Amministrazioni Pubbliche locali, delle imprese e delle scuole del territorio. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A., Società pubblica controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che agisce su indirizzo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla quale è affidata la promozione dello sviluppo sostenibile del Paese, attraverso la gestione dei meccanismi di incentivazione per le fonti rinnovabili, la mobilità sostenibile e l’efficienza energetica. I rappresentanti del GSE, intendono nell’occasione raccontare alle Imprese, alle Associazioni di categoria e agli Ordini Professionali i servizi e le attività di supporto che il Gestore offre per favorire l’accelerazione della transizione energetica del territorio.

Scarica il programma completo:  GSE_220224_Locandina Imprese PADOVA (1)

 

26 febbraio – Corso di “Addetto al Primo soccorso”

In programma per il 26 febbraio il corso per “Addetto al Primo soccorso”.

Per un totale di 4 ore di formazione, il corso verterà sul saper allertare il sistema di soccorso, riconoscere un’emergenza sanitaria, attuare gli interventi di primo soccorso, conoscere i rischi collegati all’attività lavorativa svolta, acquisire le conoscenze generali dei traumi e di patologie specifiche negli ambienti di lavoro, acquisire la capacità di intervento pratico. Il corso prevede una parte di “addestramento” paratico previsto dalla normativa vigente che dovrà essere ripetuto ogni tre anni.

Orario: 14:30 – 18:30

Sede: Confersercenti Padova

Informazioni, costi e iscrizione: Evento: corso “Addetto Primo soccorso”

Per maggiori informazioni e iscrizioni Area formazione
Manuela Concas TEL 049 8698618 – m.concas@cdvc.it

Cantieri a Padova: come sta reagendo la tua attività commerciale?

Sono attualmente circa 25 i cantieri aperti nel territorio cittadino. Con questo modulo anonimo Confesercenti è interessato a raccogliere dati e segnalazioni in merito alle conseguenze economiche sulle attività coinvolte.

Compila il modulo anonimo

Confesercenti collabora al progetto di Mobilità Sostenibile nel Comune di Monselice

Il 13 febbraio si è riunita presso la Sala Consigliare del Comune di Monselice un tavolo di lavoro composto dall’Amministrazione comunale, Confesercenti con tutte le altre Associazioni di Categoria e Aziende per dar vita ad un progetto di Mobilità Sostenibile con i seguenti obiettivi strategici: riduzione dell’uso individuale delle auto private; riduzione della congestione stradale; promozione e potenziamento del trasporto collettivo; riduzione dei livelli d’inquinamento atmosferico ed acustico; riduzione del numero di incidenti; introduzione di servizi per la mobilità integrativi e innovativi e migliore organizzazione degli spostamenti sistematici.

Il Comune di Monselice ha iniziato ad affrontare le problematiche e le soluzioni legate alla mobilità sostenibile per l’ottimizzazione degli spostamenti casa/lavoro del personale dipendente delle aziende e degli enti, che abbiano sede operativa nella Zona Industriale di Monselice.

Questa esigenza nasce dalla richiesta delle aziende interpellate da un recente sondaggio eseguito dall’Università degli Studi di Padova, Dipartimenti ICEA della Facoltà di Ingegneria, con la collaborazione del Comune di Monselice e delle Associazioni di Categoria riunite nel Coordinamento delle Categorie Economiche Padova Sud.

Da questo primo sondaggio si evincono le difficoltà dei lavoratori nel raggiungere quotidianamente il posto di lavoro sia per chi arriva con la propria auto, immergendosi nel traffico delle ore di punta, sia per chi utilizza i mezzi pubblici, per scelta o per necessità, e sia per chi utilizza mezzi sostenibili quali biciclette e monopattini elettrici pur non trovando infrastrutture adeguate. Il progetto avrà come primo traguardo la somministrazione di un questionario al maggior numero di lavoratori della zona industriale, per comprendere i luoghi di provenienza, le tempistiche di lavoro, i mezzi utilizzati e la propensione al cambiamento delle proprie abitudini per migliorare la sostenibilità ambientale, economica e sociale di questo territorio.

Sempre atteso ma più improvvisato: San Valentino comunque in crescita per il 2024

La festa più romantica dell’anno è arrivata e l’Osservatorio Economico di Confesercenti ha predisposto un sondaggio anonimo online per intercettare le intenzioni e le previsioni di spesa in vista del 14 febbraio, giorno di San Valentino.

Il 60% lo trascorrerà come una serata qualsiasi. Mentre, dati alla mano, tra chi festeggia (4 coppie su 10) la scelta ricade, com’è accaduto negli anni precedenti, sulla cena. Sempre romantiche, con la differenza che il 22% prediligerà la cucina tra le mura di casa, mentre il 34,5% opterà per il classico ritrovo al ristorante. Il 12,5% di chi sceglie di uscire la sera dichiara di preferire un locale informale (pub, birreria, pizzeria), mentre il 5% non resisterà alla cena in compagnia di amici. Abbastanza uniformi le spese di chi deciderà di uscire: circa la metà (48%) degli innamorati è disposto a spendere in media tra i 40 e gli 80€, mentre un 13% è pronto a investire dai 150€ in su. Meno spazio alle “fughe d’amore”: le vacanze coinvolgeranno solo il 5% degli innamorati e saranno della durata massima di due giorni. Stessa sorte anche per le giornate alle terme e in Spa: solo il 3% sceglierà di passare la giornata tra idromassaggio, sauna e bagno termale. Per quanto riguarda i regali, in coerenza con l’anno precedente, anche quest’anno un’ampia maggioranza ha deciso di non farne. Tra chi opterà per un dono alla persona amata, il 18% ha scelto i grandi classici: fiori, cioccolatini o gioielli. Alla pari, il 18% dichiara di voler dimostrare il proprio amore con un regalo, ma lasciando spazio solo a scelte utili e consapevoli.

Il Presidente di Confesercenti dei Veneto Centrale Nicola Rossi dichiara: “Nonostante non sia un periodo facile, il giorno di San Valentino rimane estremamente importante per l’economia. Le abitudini sono cambiate, anche a seguito della pandemia, ma quest’anno registreremo comunque dati positivi. Sempre favorevoli le previsioni, soprattutto per la ristorazione. Regali? Si prediligeranno quelli utili. Spostarsi è economicamente impegnativo e i costi sono in costante aumento, ma una piccola pausa se la concederanno in molti”.

Il settore della ristorazione è in grande crescita e lo confermano i dati: 1 coppia su 3 festeggerà al ristorante. Così ha commentato il titolare della Trattoria Nane della Giulia, locale del centro storico di Padova: “Le prenotazioni sono arrivate già da una settimana, il locale sarà al completo. Questa giornata è sempre stata un successo per noi, lo sarà anche quest’anno”. Vento in poppa anche per i ristoranti della provincia di Padova, così commenta il titolare della Trattoria ai Moretti di Este: “Le prenotazioni hanno cominciato ad arrivare circa 10 giorni fa e riempiremo il locale all’80%, il restante arriverà al momento e lo accetteremo con piacere. Abbiamo preparato un menù dedicato agli innamorati: aperitivo, primo, secondo, contorno interamente di pesce, al prezzo di 45€ a persona”.

Tra i regali più tradizionali, il fiore rimane sempre una scelta azzeccata. Ce l’ha confermato la fiorista padovana Daniela Beggio, titolare della Fioreria Beggio Daniela a Ponte di Brenta: “San Valentino è una festa che aspettiamo, ci prepariamo tutto l’anno per questo momento e facciamo del nostro meglio per rispondere alle esigenze dei nostri clienti. Le difficoltà non sono poche, nel nostro caso ad esempio sono causate dai tanti cantieri che occupano ed intasano parte della strada, e anche l’economia non è mai prevedibile, ma il fiore rimane comunque un regalo sentito e ricercato. Quest’anno punteremo sui bouquet di fiori misti, nonostante la rosa rossa sia sempre molto richiesta e apprezzata”

Anche la pasticceria non mancherà, nonostante sia sempre più difficile combattere la rete della grande distribuzione. “La preparazione per questa giornata è impegnativa – commenta il proprietario della Pasticceria Gelateria da Sabry a Due Carrare. Proporremo 10 diverse tipologie di dolce, tutte pensate ed ideate per questo momento. Non possiamo negare gli impedimenti quando si tratta di misurarsi con i grandi marchi, però la nostra clientela sarà, come ogni anno, presente. Da dopo la pandemia abbiamo riscontrato il quasi totale annullamento delle prenotazioni: i clienti arrivano e decidono al momento se e cosa comprare”.

“Passare una notte fuori per San Valentino rimane una proposta piacevole – commenta la proprietaria del B&B La Meridiana di Galzignano Terme. Nonostante non sia la più comune, anche quest’anno prevediamo una buona risposta per questa giornata. Personalmente abbiamo aumentato di 10 euro il prezzo della camera: i costi sono aumentati ed è stata una scelta obbligata. Le prenotazioni avvenute per tempo sono pochissime, le persone decidono e arrivano all’ultimo. La sovrapposizione con il ponte di Carnevale ha sicuramente avuto un effetto sulle scelte in merito alla lunghezza della permanenza, ma San Valentino rimane comunque una festa con un suo percorso costante e indipendente. Inoltre, la zona termale che ci circonda è sempre molto richiesta: i clienti che dormono da noi spesso richiedono informazioni per usufruire dei pacchetti termali, sempre in giornata”.

Lo sportello psicologico di Confesercenti per combattere le situazioni di disagio lavorativo

A Padova più del 70% degli utenti che usufruiscono del servizio sono over 50enni: risulta essere questa la categoria più attaccata sul fronte occupazionale, con maggiore possibilità di ricadute psicologiche. In generale, lo stress legato al lavoro è considerato un rischio emergente nell’Unione Europea e le situazioni di disagio lavorativo sono in costante aumento. Come indica l’Azienda Ospedaliera di Padova, le recenti ricerche condotte nei Paesi europei mettono in evidenza come la tensione legata all’attività lavorativa sia un problema di salute largamente diffuso, fino ad occupare il 2° posto fra quelli più indicati dai lavoratori, con un’importante ricaduta economica sulle aziende e sulle economie nazionali.

L’importanza dell’accompagnamento verso una posizione lavorativa gradevole e commisurata alle proprie abilità e ambizioni è innegabile.

Dal 1997 l’ufficio di Psicologia del Lavoro di Confesercenti del Veneto Centrale, spiega Silvia Serafini coordinatrice del servizio, offre non solo le competenze per la ricerca e la selezione del personale, ma si impegna anche nel sostegno psicologico in ambito occupazionale. La collaborazione con le aziende è di vitale importanza: in questo modo si individuano e selezionano i candidati che possiedono le caratteristiche ricercate, mediante l’utilizzo di una banca dati informatica aggiornata. Tra le figure più richieste quelle legate al commerciale: agenti di commercio, area manager, dirigenti. Ma anche impiegati, tecnici, idraulici ed elettricisti, informatori scientifici, medici e odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, architetti e geometri, psicologi e laureati in materie umanistiche”, racconta la coordinatrice Silvia Serafini.

Sono almeno 10 le telefonate che riceviamo settimanalmente, soprattutto da imprenditori in difficoltà e giovani che stentano ad inserirsi nel mondo del lavoro – spiega la dottoressa Silvia Serafini. Profili diversi, ma tutti provati da un comune senso di ansia, depressione, insoddisfazione e preoccupazione. Un pesante disagio personale sicuramente acuito dalla profonda crisi sistemica del nostro Paese. La situazione precaria in cui si ritrovano, le insicurezze lavorative legate alla crisi che vivono e la costante preoccupazione per un futuro che vedono incerto e buio, stanno provocando un aumento di queste patologie. È quindi necessario mettere in primo piano la loro salute mentale, oltre a quella fisica e continuare a fornire loro una prima assistenza psicologica concreta e gratuita affinché le temporanee difficoltà “emergenziali” non si trasformino in problemi persistenti di più ampia portata. Il servizio vuole essere indirizzato alla persona, tanto lavorativamente quanto empaticamente. L’ufficio, oltre che con l’Università degli Studi di Padova, collabora con centro anti-mobbing per garantire l’ascolto e sostegno in caso di disagi psicologici legati al mondo del lavoro, nonché l’indirizzamento della persona a figure professionali qualificate nei casi più urgenti”.

Ci si può rivolgere gratuitamente all’Ufficio di Psicologia del Lavoro della sede di Padova contattando il numero 049 8698654. La consulenza può avvenire su appuntamento o per via telefonica in caso di bisogno. L’equipe, guidata da Silvia Serafini, prevede il prezioso lavoro delle collaboratrici Beatrice Martini e Costanza De Remigis.