Hanno preso il via in Veneto i saldi invernali di fine stagione 2026, il primo grande appuntamento promozionale dell’anno e, come da tradizione, il più atteso dai consumatori. Secondo le rilevazioni, il 92% dei cittadini dichiara di essere interessato ad approfittare degli sconti, mentre solo l’8% esclude qualsiasi acquisto. Il negozio fisico si conferma centrale nell’esperienza di shopping: l’87% dei consumatori continuerà infatti a privilegiare i punti vendita tradizionali.
Accanto allo store fisico, però, il canale online è ormai una componente strutturale del mercato: il 54% afferma che effettuerà acquisti anche sul web e, complice la crescente integrazione tra canali, almeno il 41% comprerà sia offline sia online. Tra i più giovani (18-34 anni) il digitale assume un peso ancora maggiore, con una propensione all’acquisto online che sale al 63%.
L’interesse verso i saldi resta elevato, ma l’effettiva conversione dipenderà dalla qualità e dalla convenienza delle offerte. La ricerca dell’occasione rimane infatti il principale driver d’acquisto: il 40% dei consumatori ha già deciso cosa comprare – e molti hanno già acquistato durante il periodo di presaldi – a conferma di come la stagione promozionale, soprattutto nel comparto moda, tenda ad allungarsi sempre di più, anticipando di fatto l’avvio ufficiale delle vendite di fine stagione. Tuttavia, oltre un consumatore su due (53%) dichiara che concluderà l’acquisto solo se troverà lo sconto realmente vantaggioso.
«Negli ultimi anni le strategie commerciali per contrastare la concorrenza si sono moltiplicate – sottolinea Nicoletta Allibardi, presidente di Fismo Confesercenti del Veneto Centrale – mentre l’attuale quadro normativo fatica a tenere il passo. Si è sviluppato un vero e proprio mercato parallelo di sconti anticipati, sia online sia offline, che prende forma settimane prima dell’avvio ufficiale dei saldi».
Tra dicembre e l’inizio formale delle vendite di fine stagione si sta infatti consolidando un periodo promozionale alternativo, caratterizzato da offerte e ribassi riservati alla clientela fidelizzata: “saldi privati”, “pre-saldi”, “winter pre-sale” ed “exclusive sales” finiscono per anticipare e svuotare progressivamente di significato la data ufficiale dei saldi.
Per Confesercenti è fondamentale riportare al centro del sistema promozionale i principi di trasparenza e concorrenza leale. Prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e confrontabili, soprattutto nelle vendite online e nelle iniziative rivolte a platee selezionate. È inoltre imprescindibile il pieno rispetto della normativa sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dall’obbligo di indicare il “prezzo precedente”, ossia il più basso praticato nei 30 giorni antecedenti. In caso contrario, il rischio è che i saldi perdano la loro funzione originaria, trasformandosi in un elemento di un flusso promozionale continuo che genera confusione nei consumatori e penalizza le imprese che rispettano le regole.
«Sul web e sui social assistiamo a un autentico far west promozionale – prosegue Allibardi – fatto di offerte poco trasparenti, prezzi di partenza difficili da verificare e tutele insufficienti per i consumatori. Un’area grigia che muove centinaia di milioni di euro e che accentua lo squilibrio competitivo tra le grandi piattaforme digitali e i negozi di vicinato, nonostante gli sforzi di formazione e innovazione portati avanti da Confesercenti».
Per contrastare queste distorsioni, Fismo Confesercenti ribadisce una proposta sostenuta da tempo: il dibattito sulla regolamentazione dei saldi è ormai maturo e, come evidenzia la presidente Allibardi, è necessario rivederne le tempistiche affinché le vendite di fine stagione si svolgano esclusivamente nel periodo loro destinato. Una revisione che consentirebbe di tutelare il commercio nel delicato periodo natalizio e di prevenire ulteriori squilibri e distorsioni del mercato.