San Valentino cambia volto: meno rituali, più esperienze. La spesa resta, ma è più consapevole

San Valentino non scompare, ma si trasforma. A raccontarlo è un sondaggio condotto dal Centro Studi Confesercenti del Veneto Centrale, che restituisce l’immagine di una ricorrenza sempre meno legata ai riti tradizionali e sempre più orientata a scelte personali, misurate e consapevoli.

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Rottamazione quinquies.

Sono disponibili le modalità per accedere alla Rottamazione-quinquies presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’agevolazione è rivolta sia alle persone fisiche sia alle società e consente di definire in modo agevolato i debiti iscritti a ruolo.

La misura permette, nei casi previsti dalla normativa, di estinguere i carichi affidati all’Agenzia della riscossione nel periodo compreso tra il 2000 e il 2023, beneficiando della riduzione di sanzioni e interessi. Restano tuttavia escluse alcune tipologie di debiti, come stabilito dalle disposizioni vigenti. Continua a leggere

Magazzini pieni e tasse alte: l’allarme di Confesercenti Veneto Centrale sul commercio di vicinato

Magazzini pieni di merce invenduta, liquidità bloccata e un carico fiscale che non tiene conto della reale situazione delle imprese. È questo il quadro che Confesercenti del Veneto Centrale che denuncia come una delle principali criticità che oggi colpiscono il commercio, in particolare il settore moda e abbigliamento.

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Commercio, Confesercenti del Veneto Centrale: “Serve tutelare il pluralismo della rete commerciale e il valore del commercio di vicinato”

Le battaglie a difesa del commercio di prossimità non sono nuove. Già nel 2012-2013 Confesercenti aveva lanciato la campagna “Libera la domenica”, con l’obiettivo di limitare le aperture festive e sostenere i negozi di vicinato. Una posizione che allora venne ignorata nonostante le 150.000 firme raccolte e che oggi, alla luce delle difficoltà economiche diffuse, si dimostra più attuale che mai.

«Allora non ci fu sufficiente visione, e il commercio non venne ascoltato. Non facciamo oggi lo stesso errore – commenta Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale –. Il punto ormai non è più stabilire se sia giusto aprire le attività di domenica , il vero nodo è politico: difendere il pluralismo della rete commerciale e garantire la sopravvivenza di un tessuto economico diffuso, fatto di piccole e medie imprese, lavoro autonomo e occupazione stabile».                     

Quindici anni di liberalizzazioni hanno prodotto effetti sotto gli occhi di tutti: consumi fermi, desertificazione commerciale dei centri urbani e dei quartieri, trasferimento sistematico di quote di mercato verso la grande distribuzione organizzata e un crescente impoverimento economico e sociale dei territori. A questo si somma il peso di un e-commerce fortemente concentrato – per circa il 70% in capo a grandi multinazionali – che sottrae valore, fiscalità e occupazione al sistema locale.

«Attenzione – continua Convento – lavorare la domenica è diventata una scelta imprenditoriale: abbiamo soci che aprono e soci che non aprono. Ma  abbiamo anche soci che pur lavorando con il negozio fisico hanno anche il negozio on line.

Il problema quindi non è l’online in sé: la battaglia non è contro l’e-commerce, o contro il lavoro domenicale, ma contro condizioni competitive sbilanciate. I negozi di vicinato si stanno adeguando all’evoluzione tecnologica, ma servono regole eque ».

In questo contesto, per Confesercenti del Veneto Centrale il dibattito sulle aperture domenicali è ormai superato e rischia di essere fuorviante.

«Serve un cambio di passo – prosegue Confesercenti –. Chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di assumersi la responsabilità di una vera politica commerciale: regole uguali per tutti, contrasto alle posizioni dominanti, tutela del lavoro e riconoscimento del valore sociale del commercio di vicinato».

Il commercio di prossimità non è solo economia: è presidio sociale, sicurezza urbana, servizi di prossimità e coesione delle comunità. Difenderlo non è una nostalgia del passato, ma una scelta politica necessaria per garantire equilibrio, lavoro e qualità della vita nei territori.

« Il commercio tradizionale ha già fatto la sua parte. Le imprese hanno riorganizzato turni, orari e modelli di business, scegliendo in autonomia se aprire o meno nei giorni festivi. Oggi l’apertura non è un obbligo, ma una scelta imprenditoriale. Continuare a scaricare sui piccoli esercizi il costo delle liberalizzazioni significa ignorare la realtà dei fatti».

Natale 2025: feste soprattutto in casa, tradizione a tavola e consumi più prudenti

Sarà un Natale all’insegna della famiglia e della tradizione quello che si apprestano a vivere i padovani. Quasi otto cittadini su dieci trascorreranno infatti la Vigilia e il pranzo di Natale tra le mura domestiche, a casa propria o di parenti e amici. Solo una minoranza sceglierà di festeggiare fuori casa, optando per uno degli oltre ottocento ristoranti presenti in provincia, un dato in lieve flessione rispetto allo scorso anno (-1%).

Una tendenza che si inserisce in un quadro più ampio di prudenza nei consumi, confermato anche a livello nazionale. Per la cena della Vigilia e il pranzo del 25 dicembre la spesa complessiva stimata si attesta intorno ai 3,3 miliardi di euro, circa il 5% in meno rispetto al 2024. Un dato che riflette il duplice atteggiamento delle famiglie: da un lato la volontà di non rinunciare al Natale, dall’altro una maggiore attenzione al budget.

A Padova, una famiglia media di tre persone spenderà circa 120 euro per il pranzo di Natale, per una spesa complessiva che sfiora i 40 milioni di euro. Anche chi sceglierà il ristorante troverà un’ampia varietà di proposte, con menù che vanno dai 30 ai 120 euro a persona, per un giro d’affari stimato in circa 2,5 milioni di euro. Nei locali padovani prevalgono le ricette della tradizione, come il gran bollito, il cotechino, le zuppe e i piatti di carne, senza rinunciare alle proposte a base di pesce; in molti ristoranti è ancora possibile prenotare.

La parola chiave resta “famiglia”. Il Natale vissuto in casa non rappresenta solo una tradizione consolidata, ma anche una risposta concreta alla situazione economica: si rinuncia a spese superflue e a regali costosi, ma non al buon cibo, privilegiando prodotti di qualità. In tavola non mancheranno bolliti, zamponi, arrosti, lasagne, piatti di pesce, accompagnati da vini selezionati e dai classici dolci natalizi come panettoni, pandori e torroni.

«Nonostante il calo dei consumi – dichiara Luca Pasin, presidente Fiesa Confesercenti – i padovani non rinunciano al pranzo di Natale. Magari lo trascorrono a casa, ma con cibi tradizionali e di qualità. Quest’anno, inoltre, non si sta rinunciando nemmeno ai regali con un aumento e apprezzamento verso prodotti di qualità: questo ha portato a un incremento delle presenze e delle vendite nei centri storici. La Vigilia di Natale si conferma infatti un momento centrale anche per lo shopping, con un aumento dei flussi nei negozi di tutta la provincia. Un segnale positivo per il commercio locale, che guarda con fiducia agli ultimi giorni prima delle feste e a un Natale più sobrio, ma capace di riportare un po’ di ottimismo tra i commercianti».

Riconoscimento camerale a due eccellenze di Confesercenti del Veneto Centrale. Storie di impegno e tradizione

Giunge alla 70ª edizione il Bando Premiazione del Lavoro e del Progresso Economico 2025, lo storico appuntamento dedicato alla valorizzazione del lavoro, dell’impresa e dell’impegno professionale nel territorio padovano. Nel pomeriggio di ieri sono stati assegnati 32 premi. Tra i premiati figurano anche due imprese associate a Confesercenti del Veneto Centrale.

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Presentazione calendario 2026 ” Piove è Moda”

Lunedì 24 novembre alle ore 15.30 presso la prestigiosa Aula Magna del Conservatorio Pollini di Padova, sarà presentato il calendario 2026 i cui proventi saranno destinati alla Lilt sede provinciale di Padova.

Per questa XV edizione la fotografa Sandra Zagolin ha ritratto le modelle lei luoghi più suggestivi di Padova dando valore ai vestiti degli esercizi commerciali coinvolti nell’iniziativa.

Dodici scatti per raccontare la tipicità di Padova e il lavoro dei commercianti di Piove di Sacco

Obbligo di integrazione tra registratore di cassa telematico e Pos. Cosa cambia dal 2026

 Dal 1° gennaio 2026, per effetto di quanto previsto dall’art. 1, comma 74, della legge n. 207/2024, lo strumento hardware o software mediante il quale sono accettati i pagamenti elettronici dovrà essere sempre collegato allo strumento mediante il quale sono registrati, memorizzati e trasmessi in forma aggregata i dati dei corrispettivi nonché i dati dei pagamenti elettronici giornalieri, ai sensi dell’art. 2, comma 3, del D. Lgs. n. 127/2015.

Questo cambiamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 è finalizzato a rafforzare la tracciabilità degli incassi ed è considerato uno strumento nella lotta all’evasione fiscale, succede spesso infatti che, volontariamente o per errore, si dimentica di emettere lo scontrino incassato tramite POS.

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Via del Santo. Confesercenti: «Creare una pedonalizzazione a fasce orarie. Chiediamo sperimentazione temporanea»

Nelle settimane scorse un gruppo di commercianti di via del Santo ha presentato all’amministrazione una proposta di intervento volto a trasformare Via del Santo in un percorso privilegiato per i visitatori, collegando due dei principali poli di attrazione della città: da un lato la Cappella degli Scrovegni e il Museo Eremitani, dall’altro la Basilica di Sant’Antonio. Continua a leggere

LUTTO IN CONFESERCENTI : E’ MANCATO GUIDO RUZZANTE

La notizia della sua scomparsa ci riempie di profonda tristezza. Guido era una persona tenace, un grande lavoratore e socio storico dell’Associazione. Non era solo un commerciante storico, ma anche un uomo che credeva fermamente nella forza della comunità e nel valore delle relazioni umane. Sempre presente in moltissime occasioni e disponibile a collaborare attivamente alle attività proposte dall’Associazione. Lo ricordano la Presidenza della Confesercenti del Veneto Centrale.

Guido Ruzzante, inizia la sua attività nel 1969 specializzandosi nel commercio e posa in opera di pavimenti e rivestimenti, posizionandosi successivamente nella nicchia di mercato dell’arredo bagno. Nel tempo, aumentando le sue competenze, è diventato punto di riferimento in città per le imprese di edilizia ed i tecnici del settore senza tralasciare l’offerta dedicata ai privati. Continua a leggere