Distretto del commercio di San Pietro in Gu, oltre 162 mila euro per sostenere le imprese e rilanciare il territorio

Ammonta a oltre 162 mila euro il contributo concesso dalla Regione del Veneto al progetto dedicato alla rigenerazione urbana e alla ripresa economica del Distretto del commercio di San Pietro in Gu. L’intervento, che coinvolge otto imprese del territorio, è stato promosso da Cescot Veneto, ente di formazione e sviluppo di Confesercenti del Veneto Centrale, nell’ambito del Programma regionale Fesr 2021-2027, Azione 1.3.7.

Il provvedimento regionale riconosce complessivamente 252mila euro di spese ammissibili, a fronte di investimenti presentati dalle imprese per 382mila euro. Nel dettaglio, 180.600,61 euro riguardano gli interventi per lo sviluppo dell’offerta commerciale, 63.320 euro le attività di promozione e animazione del Distretto e 8.565,21 euro i servizi di consulenza e assistenza tecnico-specialistica.

Degli oltre 162 mila euro concessi, 98.865,52 euro saranno ripartiti tra le otto imprese partner, mentre la quota di 63.320 euro, corrispondente alle spese per la promozione e l’animazione del Distretto sostenute per conto delle attività partecipanti, sarà trattenuta da Cescot Veneto in qualità di soggetto promotore.

Questa mattina il sindaco Poalo Polati insieme alla vicedirettrice di Confesercenti del veneto Centrale Alessandra Trivellato, hanno portato alle otto imprese il simbolico assegno con le cifre degli importi ricevuri. Le imprese beneficiarie sono:

  • Compos Sas di Agostini Nicola & C
  • Erre Look di Facci Raffaella
  • Farmacia Lucatello Sas del dottor Mariano Lucatello e C
  • Giardini d’Acqua Sas di Pegoraro Roberto & C
  • Idro Garden Srl
  • Natali Roberto
  • Ottica Cadore di Gerardini Marcello
  • Solunet Srl, oggi Solunet Group Spa

«È la prima volta che il nostro Comune riesce a intercettare un bando dedicato alle attività economiche.  –  commenta il Sindaco Paolo Polati –  Il primo ringraziamento va agli operatori, per la fiducia che ci hanno accordato e per essersi affidati a questo percorso. Il secondo va a Confesercenti, che da sette anni è per la nostra amministrazione un partner operativo serio e concreto: senza questo lavoro comune, un risultato del genere non sarebbe arrivato. Le attività di vicinato sono una ricchezza del territorio, e sostenerle in un momento di difficoltà come quello che stanno attraversando è importante».

«Si tratta di un risultato concreto, che premia la capacità delle imprese di lavorare insieme e di investire sul futuro del territorio – dichiara la vicedirettrice di Confesercenti del veneto Centrale Alessandra Trivellato –. I Distretti del commercio rappresentano uno strumento fondamentale non soltanto per sostenere le singole attività, ma anche per rendere più attrattivi e vitali i centri urbani. Accanto agli investimenti delle imprese, il progetto prevede risorse significative per la promozione e l’animazione: azioni indispensabili per rafforzare l’identità commerciale di San Pietro in Gu e creare nuove occasioni di frequentazione».

Cescot Veneto provvederà a distribuire alle imprese partecipanti le somme assegnate entro trenta giorni dall’accreditamento del contributo regionale.

«Questo finanziamento dimostra quanto sia importante accompagnare le attività anche negli aspetti progettuali, amministrativi e di rendicontazione – conclude Confesercenti del Veneto Centrale –. Fare rete consente alle piccole imprese di accedere a opportunità che, affrontate singolarmente, sarebbero più difficili da cogliere e permette di trasformare gli investimenti privati in un progetto condiviso di sviluppo locale».

 

Commercio, la provincia di Vicenza perde 860 imprese in sei anni

In sei anni la provincia di Vicenza ha perso 860 imprese del commercio al dettaglio. Le attività registrate sono passate dalle 7.700 del 2019 alle 6.840 del 2025, con una contrazione dell’11,2%. Una riduzione che, secondo le elaborazioni di Confesercenti, corrisponde a 129 milioni di euro di ricchezza non più trattenuta dal circuito economico locale.

Il fenomeno interessa direttamente anche il capoluogo. Nel Comune di Vicenza le imprese del commercio al dettaglio sono diminuite da 1.352 a 1.190: 162 attività in meno, pari a una flessione del 12%. La perdita di ricchezza per il territorio comunale è stimata in 24,3 milioni di euro.

Nel Veneto, complessivamente, le imprese del settore sono scese da 49.938 a 41.907. Tra il 2019 e il 2025 sono quindi scomparse 8.031 attività, con una riduzione del 16,1% e oltre 1,2 miliardi di euro di ricchezza perduta. La provincia di Vicenza concentra quasi l’11% del valore regionale.

I dati sugli addetti mostrano però due dinamiche territoriali differenti. Nell’intera provincia l’occupazione complessiva cresce leggermente, passando da 26.749 a 27.463 addetti: 714 in più, pari al 2,7%. L’incremento è sostenuto esclusivamente dal lavoro dipendente, che sale da 18.128 a 20.344 unità, con una crescita del 12,2%. Nello stesso periodo gli indipendenti diminuiscono invece da 8.621 a 7.119: 1.502 lavoratori in meno, pari al 17,4%.

Più critica la situazione nel Comune di Vicenza, dove alla riduzione delle imprese si accompagna anche quella degli addetti. Il totale scende da 3.487 a 3.028, con la perdita di 459 posti e una flessione del 13,2%. I dipendenti diminuiscono del 9%, passando da 2.111 a 1.920, mentre gli indipendenti calano da 1.376 a 1.108: 268 in meno, pari al 19,5%.

«I numeri descrivono una rete commerciale che si sta progressivamente assottigliando – dichiara Flavio Convento, presidente di Confesercenti del Veneto Centrale –. La crescita degli addetti dipendenti registrata nel complesso della provincia non può compensare, in termini economici e sociali, la scomparsa di 860 imprese e la forte riduzione del lavoro indipendente. Nel capoluogo, inoltre, calano contemporaneamente attività e occupazione: un segnale che non può essere sottovalutato».

Ogni negozio che chiude non rappresenta soltanto un’impresa in meno. Significa perdere un servizio per i residenti, un presidio degli spazi urbani e una parte della ricchezza generata dai consumi. Secondo Confesercenti, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 rimangono nel territorio attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Quando gli acquisti si trasferiscono sui grandi marketplace internazionali, una quota analoga esce invece dal circuito locale.

A livello nazionale, tra il 2019 e il 2025 sono scomparse oltre 111 mila imprese del commercio al dettaglio e sono stati “delocalizzati” circa 16,7 miliardi di euro di consumi

Il commercio di prossimità agisce infatti come una vera e propria infrastruttura territoriale. Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale. La progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, modifica profondamente questo equilibrio. «L’e-commerce può essere un’opportunità anche per le piccole imprese, se si integra con la rete commerciale esistente – prosegue Convento –. Il problema nasce quando la crescita dei grandi marketplace indebolisce le economie locali. Per questo servono politiche strutturali di rigenerazione urbana, accessibilità, sostegno agli esercizi di vicinato e riuso degli spazi sfitti».

Confesercenti del Veneto Centrale rilancia quindi anche nel Vicentino la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, nata per contrastare la desertificazione commerciale e riportare imprese, servizi e vivibilità nei centri urbani.

 

Commercio, a Padova perse 1.466 imprese e 220 milioni in sei anni: crescono i dipendenti, crollano gli autonomi

Meno negozi significa anche meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e la crescita delle grandi piattaforme internazionali di e-commerce hanno spostato una parte dei consumi fuori dai circuiti economici locali.

In provincia e nel Comune di Padova i dati confermano l’avanzare della desertificazione commerciale, ma mostrano anche un settore in profonda trasformazione: diminuiscono le imprese e i lavoratori indipendenti, mentre aumentano gli addetti dipendenti.

Una crescita occupazionale che, tuttavia, non compensa la perdita di attività autonome e di presìdi commerciali diffusi sul territorio. È quanto emerge dalle elaborazioni Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale.

Continua a leggere

Firma per sostenere le attività di vicinato

Mercoledì 9 settembre invitiamo i cittadini a recarsi presso la sede Confesercenti di Padova dalle 14.00 alle 17.30 per

per sostenere la nostra proposta di Leggi di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.

50.000 firme per dare un futuro migliore alle nostre città.

Ti aspettiamo!

CALDO E COMMERCIO, CONFESERCENTI: «DOPO L’ASCOLTO DEGLI OPERATORI, SPERIMENTIAMO LE “VIE FRESCHE DEL COMMERCIO”»

Dalla depavimentazione alla vivibilità delle vie commerciali. Dopo aver accolto favorevolmente, lo scorso luglio, il piano del Comune di Padova per la “città spugna” e aver chiesto il coinvolgimento delle attività economiche nella definizione degli interventi, Confesercenti del Veneto Centrale ha voluto ascoltare direttamente gli operatori sul rapporto tra caldo estremo, frequentazione delle strade e commercio.

Continua a leggere

Saldi estivi 2026: acquista 7 consumatori su 10. Serve una revisione del calendario

Si sono conclusi, lunedì 31 agosto i saldi estivi 2026 con un bilancio che FISMO Confesercenti Veneto Centrale definisce di sostanziale tenuta, ma senza entusiasmo. Nonostante una partenza sottotono, secondo la rilevazione condotta tra i propri associati, il 67% dei commercianti ha registrato un’affluenza inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un calo degli incassi stimato intorno al 10%, i saldi restano un appuntamento sentito dai consumatori. La spesa complessiva si concentra nelle fasce più basse: la maggior parte ha speso meno di 50 euro e tra 100 e 199 euro.

Continua a leggere

Abano Terme. La Notte delle Stelle di San Lorenzo illumina il centro

Lunedì 10 agosto 2026 Abano Terme si prepara a vivere una delle serate più attese dell’estate con “La Notte delle Stelle di San Lorenzo”, l’evento che trasformerà il centro storico in una grande area pedonale dedicata all’incontro, all’intrattenimento e alla valorizzazione delle attività del territorio.

Dalle ore 19.00 alle 24.00, cittadini, turisti e famiglie potranno passeggiare liberamente tra le vie del centro, vivendo un’atmosfera di festa all’insegna della musica, degli spettacoli e dell’animazione diffusa.

Promossa dal Comune di Abano Terme, l’iniziativa rappresenta un’occasione speciale per riscoprire il cuore della città e trascorrere una serata estiva sotto il segno di San Lorenzo, patrono di Abano Terme. Il ricco programma proporrà momenti di intrattenimento, iniziative per tutte le età e numerose occasioni di socialità, contribuendo a rendere il centro ancora più vivo e accogliente.

La manifestazione costituisce anche un’importante opportunità di promozione per le attività economiche del territorio. Iniziative di questo tipo contribuiscono ad animare il centro cittadino, favoriscono una maggiore permanenza dei visitatori e rafforzano il legame tra commercio, ristorazione, accoglienza e identità locale.

Desertificazione commerciale, Eleonora Mosco aderisce alla proposta di Confesercenti: «Difendiamo negozi e comunità»

Nella sede di Confesercenti del Veneto Centrale si è svolto un incontro tra il presidente Flavio Convento ed Eleonora Mosco, consigliera regionale del Veneto e vicepresidente del gruppo consiliare Stefani Presidente. Al centro del confronto, la raccolta firme promossa da Confesercenti per contrastare la desertificazione commerciale e sostenere i negozi e le attività di prossimità.

Continua a leggere

Teolo sostiene la proposta “Zes Pro” per rilanciare il commercio di prossimità

Il sindaco di Teolo, Valentino Turetta, e l’assessore alle Attività produttive, Alessandro Frizzarin, hanno incontrato il presidente di Confesercenti del Veneto Centrale, Flavio Convento, che ha illustrato la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti Nazionale per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.

Continua a leggere

Confesercenti del Veneto Centrale «Ogni serranda abbassata è un pezzo di città che si spegne»

La notizia della chiusura dell’edicola di piazza Cavour a Padova, storico punto di riferimento gestito per 35 anni da Mario Bertolini e destinato a non essere sostituito, non è solo la fine di un’attività commerciale. È l’ennesimo segnale di un processo che sta cambiando il volto delle nostre città: la progressiva scomparsa dei negozi di vicinato dai centri storici.

Continua a leggere