Turismo internazionale in crescita, Confesercenti: «Serve una strategia per la sostenibilità urbana»

Confesercenti accoglie positivamente i dati, che confermano Padova come destinazione internazionale matura, ma richiama l’attenzione su un punto cruciale: la sfida oggi non è aumentare i numeri, ma governarli.

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Saldi invernali 2026, Confesercenti: “C’è ancora un mese pieno di saldi davanti a noi”

Affluenza più contenuta e scontrini mediamente più leggeri, ma con segnali di tenuta e margini di recupero ancora aperti. È il quadro che emerge dal sondaggio condotto da Confesercenti del Veneto Centrale sull’andamento delle prime settimane di saldi invernali 2026.

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Imprese e lavoro, Monselice premia le attività che tengono viva la città

Una cerimonia dedicata alle aziende che hanno raggiunto un traguardo significativo nella conduzione della propria attività, distinguendosi per storicità, successo imprenditoriale, professionalità e capacità di contribuire allo sviluppo economico, culturale e sociale della città.

È questo il senso dell’iniziativa promossa dal Comune di Monselice che si è svolta ieri presso la Sala Consiliare, alla presenza del Sindaco Giorgia Bedin e dall’Assessore alle Attività Produttive Stefano Peraro che ha reso omaggio a chi, ogni giorno, fa impresa come scelta di responsabilità e presidio del territorio.

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OBBLIGO RENTRI PER CHI SMALTISCE RIFIUTI SPECIALI

Come ormai noto , le aziende che smaltiscono rifiuti speciali, devono entro il 13 Febbraio 2026 iscriversi al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti).

Il nostro ufficio area ambiente é a disposizione dei signori soci, in regola con il tesseramento, per effettuare assieme la suddetta iscrizione gratuitamente. 

Per procedere all’iscrizione é necessario essere dotati dello SPID o CIE (Carta identità elettronica) o della chiavetta CNS del titolare della ditta e/o amministratore della società!

Se interessati contattare  l’ufficio area ambiente (Manuela Concas) 0498698611 o m.concas@cdvc.it.per fissare appuntamento e/o per ricevere ulteriori informazioni.

Confesercenti: «Dietro ogni edicola c’è un lavoro invisibile. Servono tutele e riconoscimento per chi presidia le città»

Sveglia alle 4.40 del mattino, chilometri percorsi in bicicletta prima dell’alba, pioggia e freddo compresi. È la quotidianità di Maurizio Quaglia, titolare dell’edicola di Piazza Mazzini a Padova, una delle tante attività di prossimità che continuano a garantire un servizio essenziale nonostante la crisi dell’editoria e la progressiva riduzione dei punti vendita.

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Corso per Addetto al Primo Soccorso

Il corso di rinnovo per Addetto al Primo Soccorso è rivolto a chi deve aggiornare la propria formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro, come previsto dal D.Lgs. 81/08 e successive modifiche e integrazioni.

L’obiettivo del percorso è rafforzare le competenze necessarie per affrontare correttamente situazioni di emergenza sanitaria in ambito lavorativo, attraverso un aggiornamento teorico e un addestramento pratico conforme alla normativa vigente.

Contenuti del corso

Durante il corso i partecipanti acquisiranno conoscenze e capacità fondamentali per:

  • allertare correttamente il sistema di soccorso;

  • riconoscere un’emergenza sanitaria;

  • attuare gli interventi di primo soccorso;

  • conoscere i rischi collegati all’attività lavorativa svolta;

  • comprendere le principali tipologie di traumi e patologie specifiche degli ambienti di lavoro;

  • sviluppare capacità di intervento pratico.

Il programma prevede una parte di addestramento pratico, obbligatoria per legge, che deve essere ripetuta ogni tre anni.

Informazioni organizzative

  • Durata: 4 ore

  • Numero minimo di partecipanti: 5

  • Orario: 14:30 – 18:30

  • Calendario: 2 febbraio 2026

  • Sede: Confesercenti – Via Savelli, 8 – 35129 Padova

Costi

  • Soci*: € 122,00 IVA compresa (€ 100,00 + IVA)

  • Non soci: € 158,60 IVA compresa (€ 130,00 + IVA)

Per ulteriori informazioni o per iscriversi al corso, contattare la segreteria organizzativa. Scarica la scheda di partecipazione

Commercio, Confesercenti del Veneto Centrale: “Serve tutelare il pluralismo della rete commerciale e il valore del commercio di vicinato”

Le battaglie a difesa del commercio di prossimità non sono nuove. Già nel 2012-2013 Confesercenti aveva lanciato la campagna “Libera la domenica”, con l’obiettivo di limitare le aperture festive e sostenere i negozi di vicinato. Una posizione che allora venne ignorata nonostante le 150.000 firme raccolte e che oggi, alla luce delle difficoltà economiche diffuse, si dimostra più attuale che mai.

«Allora non ci fu sufficiente visione, e il commercio non venne ascoltato. Non facciamo oggi lo stesso errore – commenta Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale –. Il punto ormai non è più stabilire se sia giusto aprire le attività di domenica , il vero nodo è politico: difendere il pluralismo della rete commerciale e garantire la sopravvivenza di un tessuto economico diffuso, fatto di piccole e medie imprese, lavoro autonomo e occupazione stabile».                     

Quindici anni di liberalizzazioni hanno prodotto effetti sotto gli occhi di tutti: consumi fermi, desertificazione commerciale dei centri urbani e dei quartieri, trasferimento sistematico di quote di mercato verso la grande distribuzione organizzata e un crescente impoverimento economico e sociale dei territori. A questo si somma il peso di un e-commerce fortemente concentrato – per circa il 70% in capo a grandi multinazionali – che sottrae valore, fiscalità e occupazione al sistema locale.

«Attenzione – continua Convento – lavorare la domenica è diventata una scelta imprenditoriale: abbiamo soci che aprono e soci che non aprono. Ma  abbiamo anche soci che pur lavorando con il negozio fisico hanno anche il negozio on line.

Il problema quindi non è l’online in sé: la battaglia non è contro l’e-commerce, o contro il lavoro domenicale, ma contro condizioni competitive sbilanciate. I negozi di vicinato si stanno adeguando all’evoluzione tecnologica, ma servono regole eque ».

In questo contesto, per Confesercenti del Veneto Centrale il dibattito sulle aperture domenicali è ormai superato e rischia di essere fuorviante.

«Serve un cambio di passo – prosegue Confesercenti –. Chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di assumersi la responsabilità di una vera politica commerciale: regole uguali per tutti, contrasto alle posizioni dominanti, tutela del lavoro e riconoscimento del valore sociale del commercio di vicinato».

Il commercio di prossimità non è solo economia: è presidio sociale, sicurezza urbana, servizi di prossimità e coesione delle comunità. Difenderlo non è una nostalgia del passato, ma una scelta politica necessaria per garantire equilibrio, lavoro e qualità della vita nei territori.

« Il commercio tradizionale ha già fatto la sua parte. Le imprese hanno riorganizzato turni, orari e modelli di business, scegliendo in autonomia se aprire o meno nei giorni festivi. Oggi l’apertura non è un obbligo, ma una scelta imprenditoriale. Continuare a scaricare sui piccoli esercizi il costo delle liberalizzazioni significa ignorare la realtà dei fatti».

Legge di Bilancio 2026 e D.L. Milleproroghe. Principali misure fiscali e societarie

In questa sezione si illustrano in forma sintetica le principali novità fiscali e societarie introdotte dai più recenti provvedimenti normativi di interesse per imprese, professionisti e operatori economici.

In particolare, vengono analizzate le disposizioni contenute nella Legge n. 199/2025, c.d. “Legge di Bilancio 2026”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028”.
La legge è entrata in vigore il 1° gennaio 2026 e introduce numerosi interventi in materia di fiscalità, agevolazioni per le imprese, disciplina societaria e sostegno allo sviluppo economico.

Il documento prende inoltre in esame il D.L. n. 200/2025, c.d. “Decreto Milleproroghe”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025, recante “Disposizioni urgenti in materia di termini normativi”.
Il decreto è entrato in vigore il 31 dicembre 2025 e contiene proroghe e differimenti di scadenze rilevanti in ambito fiscale, amministrativo e societario. Si segnala che il provvedimento è attualmente in corso di conversione in legge: le disposizioni in esso contenute sono pertanto suscettibili di modifiche e/o integrazioni nel corso dell’iter parlamentare.

È disponibile la circolare di commento predisposta dall’Ufficio Studi Confesercenti, che offre un’analisi operativa delle principali misure introdotte e delle ricadute pratiche per le imprese.

👉 Scarica il documento
Circolare – Parte fiscale Legge di Bilancio 2026 e D.L. Milleproroghe

Commercio di vicinato, Confesercenti del Veneto Centrale: “Positivo il segnale della Regione, ora un percorso condiviso sui Distretti”

Confesercenti del Veneto Centrale accoglie con favore la dichiarazione del nuovo assessore regionale al Commercio e allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, che ha annunciato per il prossimo 20 gennaio la volontà di convocare l’associazione di categoria degli esercizi di vicinato con l’obiettivo di avviare un percorso condiviso per la riorganizzazione dei Distretti del Commercio.

Si tratta di un segnale importante, che risponde a una delle richieste avanzate da Confesercenti ai candidati alla presidenza della Regione del Veneto nel corso della recente campagna elettorale. Un tema che l’associazione ha sempre indicato come prioritario e che è stato ribadito anche nel programma presentato in occasione delle elezioni regionali, dove il ruolo degli esercizi di vicinato è stato riconosciuto come centrale per la chiarezza delle regole, la vivibilità dei territori e la qualità della vita urbana.

«Da tempo – dichiara Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale – chiediamo che il tema dei Distretti del Commercio e del ruolo degli esercizi di vicinato torni al centro dell’agenda regionale. È una richiesta che abbiamo posto con forza a tutti i candidati alla presidenza del Veneto, perché riteniamo che senza un commercio di prossimità forte e strutturato non possa esserci né rigenerazione urbana né sicurezza nei territori».

Gli esercizi di vicinato non rappresentano solo un presidio economico, ma svolgono una funzione sociale e di sicurezza fondamentale: negozi aperti, relazioni di prossimità e servizi quotidiani contribuiscono a rendere le città più vive, frequentate e sicure.

«Oggi queste attività – prosegue Convento – stanno vivendo una fase di grande difficoltà, schiacciate dall’aumento dei costi, dai cambiamenti nei consumi e da una concorrenza sempre più sbilanciata. Per questo serve un confronto serio e strutturato, che porti a interventi concreti di sostegno e a una vera rigenerazione commerciale, costruita insieme agli operatori».

L’avvio di un confronto sui Distretti del Commercio può rappresentare un’opportunità concreta, a condizione che sia costruito insieme alle associazioni di categoria e fondato su un ascolto reale delle esigenze degli esercenti.

Confesercenti conferma infine la propria piena disponibilità a collaborare in modo costruttivo, mettendo a disposizione proposte e visione, affinché il commercio di vicinato torni a essere un motore di coesione sociale, sicurezza e sviluppo sostenibile per le città del Veneto.

Natale 2025: feste soprattutto in casa, tradizione a tavola e consumi più prudenti

Sarà un Natale all’insegna della famiglia e della tradizione quello che si apprestano a vivere i padovani. Quasi otto cittadini su dieci trascorreranno infatti la Vigilia e il pranzo di Natale tra le mura domestiche, a casa propria o di parenti e amici. Solo una minoranza sceglierà di festeggiare fuori casa, optando per uno degli oltre ottocento ristoranti presenti in provincia, un dato in lieve flessione rispetto allo scorso anno (-1%).

Una tendenza che si inserisce in un quadro più ampio di prudenza nei consumi, confermato anche a livello nazionale. Per la cena della Vigilia e il pranzo del 25 dicembre la spesa complessiva stimata si attesta intorno ai 3,3 miliardi di euro, circa il 5% in meno rispetto al 2024. Un dato che riflette il duplice atteggiamento delle famiglie: da un lato la volontà di non rinunciare al Natale, dall’altro una maggiore attenzione al budget.

A Padova, una famiglia media di tre persone spenderà circa 120 euro per il pranzo di Natale, per una spesa complessiva che sfiora i 40 milioni di euro. Anche chi sceglierà il ristorante troverà un’ampia varietà di proposte, con menù che vanno dai 30 ai 120 euro a persona, per un giro d’affari stimato in circa 2,5 milioni di euro. Nei locali padovani prevalgono le ricette della tradizione, come il gran bollito, il cotechino, le zuppe e i piatti di carne, senza rinunciare alle proposte a base di pesce; in molti ristoranti è ancora possibile prenotare.

La parola chiave resta “famiglia”. Il Natale vissuto in casa non rappresenta solo una tradizione consolidata, ma anche una risposta concreta alla situazione economica: si rinuncia a spese superflue e a regali costosi, ma non al buon cibo, privilegiando prodotti di qualità. In tavola non mancheranno bolliti, zamponi, arrosti, lasagne, piatti di pesce, accompagnati da vini selezionati e dai classici dolci natalizi come panettoni, pandori e torroni.

«Nonostante il calo dei consumi – dichiara Luca Pasin, presidente Fiesa Confesercenti – i padovani non rinunciano al pranzo di Natale. Magari lo trascorrono a casa, ma con cibi tradizionali e di qualità. Quest’anno, inoltre, non si sta rinunciando nemmeno ai regali con un aumento e apprezzamento verso prodotti di qualità: questo ha portato a un incremento delle presenze e delle vendite nei centri storici. La Vigilia di Natale si conferma infatti un momento centrale anche per lo shopping, con un aumento dei flussi nei negozi di tutta la provincia. Un segnale positivo per il commercio locale, che guarda con fiducia agli ultimi giorni prima delle feste e a un Natale più sobrio, ma capace di riportare un po’ di ottimismo tra i commercianti».