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Anche Lozzo Atestino sostiene la proposta “Zes Pro” per rilanciare il commercio di prossimità.

Confesercenti del Veneto Centrale esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio comunale di Lozzo Atestino, che venerdì ha approvato all’unanimità il proprio sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione per la rigenerazione urbana e il rilancio del commercio e dei servizi di prossimità. Ieri mattina il presidente Flavio Convento insieme alla vicedirettrice Alessandra Trivellato hanno incontrato il sindaco di Lozzo Atestino Luca Ruffin e l’assessore Luca Lazzarini.

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Presentata a Padova la proposta di legge di iniziativa popolare: “Raccogliamo 50mila firme per negozi di vicinato

In certi quartieri basta camminare cinque minuti per contare le serrande abbassate: una macelleria chiusa, una cartoleria che non ha trovato un erede, un negozio rimasto aperto solo di mattina. Non è un fenomeno locale, riguarda ogni centro storico, ogni via di paese, ogni periferia urbana del Veneto. E Confesercenti ha deciso di rispondergli con una proposta di legge.

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Commercio, Confesercenti del Veneto Centrale: “Serve tutelare il pluralismo della rete commerciale e il valore del commercio di vicinato”

Le battaglie a difesa del commercio di prossimità non sono nuove. Già nel 2012-2013 Confesercenti aveva lanciato la campagna “Libera la domenica”, con l’obiettivo di limitare le aperture festive e sostenere i negozi di vicinato. Una posizione che allora venne ignorata nonostante le 150.000 firme raccolte e che oggi, alla luce delle difficoltà economiche diffuse, si dimostra più attuale che mai.

«Allora non ci fu sufficiente visione, e il commercio non venne ascoltato. Non facciamo oggi lo stesso errore – commenta Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale –. Il punto ormai non è più stabilire se sia giusto aprire le attività di domenica , il vero nodo è politico: difendere il pluralismo della rete commerciale e garantire la sopravvivenza di un tessuto economico diffuso, fatto di piccole e medie imprese, lavoro autonomo e occupazione stabile».                     

Quindici anni di liberalizzazioni hanno prodotto effetti sotto gli occhi di tutti: consumi fermi, desertificazione commerciale dei centri urbani e dei quartieri, trasferimento sistematico di quote di mercato verso la grande distribuzione organizzata e un crescente impoverimento economico e sociale dei territori. A questo si somma il peso di un e-commerce fortemente concentrato – per circa il 70% in capo a grandi multinazionali – che sottrae valore, fiscalità e occupazione al sistema locale.

«Attenzione – continua Convento – lavorare la domenica è diventata una scelta imprenditoriale: abbiamo soci che aprono e soci che non aprono. Ma  abbiamo anche soci che pur lavorando con il negozio fisico hanno anche il negozio on line.

Il problema quindi non è l’online in sé: la battaglia non è contro l’e-commerce, o contro il lavoro domenicale, ma contro condizioni competitive sbilanciate. I negozi di vicinato si stanno adeguando all’evoluzione tecnologica, ma servono regole eque ».

In questo contesto, per Confesercenti del Veneto Centrale il dibattito sulle aperture domenicali è ormai superato e rischia di essere fuorviante.

«Serve un cambio di passo – prosegue Confesercenti –. Chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di assumersi la responsabilità di una vera politica commerciale: regole uguali per tutti, contrasto alle posizioni dominanti, tutela del lavoro e riconoscimento del valore sociale del commercio di vicinato».

Il commercio di prossimità non è solo economia: è presidio sociale, sicurezza urbana, servizi di prossimità e coesione delle comunità. Difenderlo non è una nostalgia del passato, ma una scelta politica necessaria per garantire equilibrio, lavoro e qualità della vita nei territori.

« Il commercio tradizionale ha già fatto la sua parte. Le imprese hanno riorganizzato turni, orari e modelli di business, scegliendo in autonomia se aprire o meno nei giorni festivi. Oggi l’apertura non è un obbligo, ma una scelta imprenditoriale. Continuare a scaricare sui piccoli esercizi il costo delle liberalizzazioni significa ignorare la realtà dei fatti».

Sicurezza urbana: interventi concreti e una strategia integrata

Le due recenti spaccate avvenute a ridosso delle festività natalizie destano forte preoccupazione tra gli operatori economici del territorio. Il tema della sicurezza urbana non può essere affrontato in modo ideologico, ma richiede risposte concrete e condivise, perché incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini, sulla tutela delle fasce più fragili e sul diritto di tutti a vivere quartieri sicuri e accoglienti.

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