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Commercio, Confesercenti del Veneto Centrale: “Serve tutelare il pluralismo della rete commerciale e il valore del commercio di vicinato”

Le battaglie a difesa del commercio di prossimità non sono nuove. Già nel 2012-2013 Confesercenti aveva lanciato la campagna “Libera la domenica”, con l’obiettivo di limitare le aperture festive e sostenere i negozi di vicinato. Una posizione che allora venne ignorata nonostante le 150.000 firme raccolte e che oggi, alla luce delle difficoltà economiche diffuse, si dimostra più attuale che mai.

«Allora non ci fu sufficiente visione, e il commercio non venne ascoltato. Non facciamo oggi lo stesso errore – commenta Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale –. Il punto ormai non è più stabilire se sia giusto aprire le attività di domenica , il vero nodo è politico: difendere il pluralismo della rete commerciale e garantire la sopravvivenza di un tessuto economico diffuso, fatto di piccole e medie imprese, lavoro autonomo e occupazione stabile».                     

Quindici anni di liberalizzazioni hanno prodotto effetti sotto gli occhi di tutti: consumi fermi, desertificazione commerciale dei centri urbani e dei quartieri, trasferimento sistematico di quote di mercato verso la grande distribuzione organizzata e un crescente impoverimento economico e sociale dei territori. A questo si somma il peso di un e-commerce fortemente concentrato – per circa il 70% in capo a grandi multinazionali – che sottrae valore, fiscalità e occupazione al sistema locale.

«Attenzione – continua Convento – lavorare la domenica è diventata una scelta imprenditoriale: abbiamo soci che aprono e soci che non aprono. Ma  abbiamo anche soci che pur lavorando con il negozio fisico hanno anche il negozio on line.

Il problema quindi non è l’online in sé: la battaglia non è contro l’e-commerce, o contro il lavoro domenicale, ma contro condizioni competitive sbilanciate. I negozi di vicinato si stanno adeguando all’evoluzione tecnologica, ma servono regole eque ».

In questo contesto, per Confesercenti del Veneto Centrale il dibattito sulle aperture domenicali è ormai superato e rischia di essere fuorviante.

«Serve un cambio di passo – prosegue Confesercenti –. Chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di assumersi la responsabilità di una vera politica commerciale: regole uguali per tutti, contrasto alle posizioni dominanti, tutela del lavoro e riconoscimento del valore sociale del commercio di vicinato».

Il commercio di prossimità non è solo economia: è presidio sociale, sicurezza urbana, servizi di prossimità e coesione delle comunità. Difenderlo non è una nostalgia del passato, ma una scelta politica necessaria per garantire equilibrio, lavoro e qualità della vita nei territori.

« Il commercio tradizionale ha già fatto la sua parte. Le imprese hanno riorganizzato turni, orari e modelli di business, scegliendo in autonomia se aprire o meno nei giorni festivi. Oggi l’apertura non è un obbligo, ma una scelta imprenditoriale. Continuare a scaricare sui piccoli esercizi il costo delle liberalizzazioni significa ignorare la realtà dei fatti».

CHIUSURE DOMENICALI DEI NEGOZI: E’ LA VOLTA BUONA

Entro il 31 gennaio sarà depositata in Commissione attività produttive della Camera la proposta di modifica del DL monti che deregolamentava le aperture dei negozi.
Il concetto di fondo sarà quello fortemente sostento dalla Confesercenti e cioè un numero massimo di aperture festive (una al mese quindi 12 all’anno con l’aggiunta di alcune altre festività a dicembre e per i saldi) con trasferimento delle competenze alle Regioni che in accordo con i Comuni e le Associazioni di categoria stileranno il calendario effettivo delle aperture.
Saranno ovviamente salvaguardate le peculiarità delle aree ad interesse turistico e comunque in base alle esigenze specifiche del territorio. Continua a leggere

COMMERCIO. MARCATO: “LE LIMITAZIONI ALLA LIBERALIZZAZIONE SONO LEGITTIME”

Pubblichiamo il comunicato stampa N° 67 del 18/01/2019 della Regione Veneto
Anche il Consiglio di Stato ha ritenuto la legge regionale ed il regolamento attuativo in materia di commercio pienamente conforme ai principi generali europei sull’esercizio delle attività economiche. Esprime per questo tutta la sua soddisfazione l’assessore allo sviluppo economico e al commercio della Regione del Veneto Roberto Marcato.  Continua a leggere

APERTURE DOMENICALI, ROSSI CONFESERCENTI: “BENE, È DAL 2013 CHE CON LIBERALADOMENICA ATTENDIAMO UN INTERVENTO CHE PORTI AD UNA REGOLAMENTAZIONE”

Una nuova disciplina degli orari degli esercizi, che limiti le aperture nei giorni festivi ad otto all’anno: le domeniche di dicembre e ad altre quattro domeniche o festività durante il resto dei 12 mesi. E’ quanto prevede la nuova proposta di legge. Se approvata, vi sarebbe l’abrogazione della totale deregolamentazione degli orari e giorni di aperture introdotta dal Governo Monti nel 2012.
Il nuovo testo reintrodurrebbe quindi la chiusura domenicale obbligatoria e affiderebbe a comuni e regioni il compito di determinare il nuovo quadro delle regole, come previsto anche dall’iniziativa Liberaladomenica. Continua a leggere

Aperture domenicali: Confesercenti, legge di iniziativa popolare attende in Parlamento da 5 anni, ricominciamo da qui

Per regolare le aperture domenicali, il lavoro del Ministro Di Maio non deve ripartire da zero: esiste già una proposta legge di iniziativa popolare, promossa da Confesercenti e Cei con l’iniziativa “Liberaladomenica”, che ha raccolto 150mila firme e che è stata presentata alla Camera ormai cinque anni fa. Adesso è in cima alla lista delle proposte di legge ereditate dalla nuova legislatura: si può iniziare da qui. Continua a leggere

APERTURE DOMENICALI: CONFESERCENTI, LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE ATTENDE IN PARLAMENTO DA CINQUE ANNI, RICOMINCIAMO DA QUI

Per regolare le aperture domenicali, il lavoro del Ministro Di Maio non deve ripartire da zero: esiste già una proposta legge di iniziativa popolare, promossa da Confesercenti e Cei con l’iniziativa “Liberaladomenica”, che ha raccolto 150mila firme e che è stata presentata alla Camera ormai cinque anni fa. Adesso è in cima alla lista delle proposte di legge ereditate dalla nuova legislatura: si può iniziare da qui. Continua a leggere

APERTURE DOMENICALI, CONFESERCENTI: UN REGALO ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE

In vista della campagna elettorale torna d’attualità la questione della liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. Dopo il blitz (bocciato) della Regione Friuli Venezia Giulia, adesso sono i 5 Stelle a farsi paladini della necessità di imporre la chiusura delle grandi strutture di vendita per 12 festività all’anno.
«Tutti sembrano dimenticarsi» spiega il presidente della Confesercenti del Veneto Centrale, Nicola Rossi «che la Confesercenti con la CEI (Conferenza episcopale) hanno raccolto, nel corso del 2013, quasi 200mila firme per chiedere che la materia degli orari di apertura dei negozi torni di competenza delle Regioni. Il problema non è solo quello di lavorare la domenica e nelle festività ma anche e soprattutto quello di riuscire a garantire una giusta concorrenza tra le varie forme di distribuzione: piccola – media – grande». Continua a leggere