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NOLEGGIO CON CONDUCENTE, CONFESERCENTI DEL VENETO CENTRALE: “SERVE UNA RIFORMA ORGANICA. STOP A NORME SPEZZETTATE E CONCORRENZA SLEALE

Una riforma nazionale, omogenea e coerente, che superi la frammentazione normativa e metta ordine in un settore strategico per la mobilità urbana e il turismo. È questa la richiesta che Confesercenti del Veneto Centrale rilancia sul comparto del noleggio con conducente (NCC), indicando una serie di priorità ritenute non più rinviabili.

«Il settore – sottolinea Flavio Convento, vicepresidente di Confesercenti del Veneto Centrale – ha bisogno di regole chiare, uniformi e applicabili su tutto il territorio nazionale. Non è più sostenibile una disciplina spezzettata tra migliaia di regolamenti locali che generano incertezza, disparità concorrenziali e contenziosi».

Tra le richieste ritenute prioritarie dall’associazione, al primo posto vi è l’introduzione di norme nazionali omogenee, capaci di superare la frammentazione attuale. Accanto a questo, Confesercenti chiede che il rilascio dei titoli autorizzativi sia programmato su base regionale, in funzione dei fabbisogni reali del territorio e non lasciato a logiche episodiche o emergenziali.

L’associazione sollecita, inoltre, l’eliminazione definitiva dei vincoli già giudicati sproporzionati, per restituire piena operatività alle imprese nel rispetto delle regole, ma senza appesantimenti burocratici non giustificati.

Tra le proposte anche l’introduzione di un foglio di servizio o voucher semplice, preferibilmente in formato digitale, purché compatibile con la tutela della privacy e con le esigenze operative delle imprese. Un sistema snello che consenta controlli efficaci senza trasformarsi in un ulteriore aggravio amministrativo.

Confesercenti chiede poi un rafforzamento del contrasto all’abusivismo e alle distorsioni concorrenziali, fenomeni che penalizzano le imprese regolari e mettono a rischio la sicurezza degli utenti. In questo quadro si inserisce anche la necessità di definire regole chiare per le piattaforme di intermediazione, affinché siano garantite trasparenza nei rapporti contrattuali e remunerazioni coerenti con il servizio svolto.

Altro nodo è la piena operatività del RENT, ritenuto uno strumento fondamentale non solo per la tracciabilità del servizio ma anche per facilitare l’accesso alle ZTL, evitando interpretazioni difformi e ostacoli amministrativi.

L’associazione propone inoltre una semplificazione e razionalizzazione dell’apparato sanzionatorio, oggi spesso ridondante e poco coordinato, e l’istituzione di un ruolo nazionale dei conducenti con gestione amministrativa regionale, così da garantire standard uniformi di professionalità su tutto il territorio.

«Non si tratta di moltiplicare le regole – conclude Convento – ma di costruire un impianto normativo chiaro, equilibrato e moderno, capace di sostenere le imprese regolari, contrastare l’illegalità e offrire ai cittadini e ai turisti un servizio efficiente e trasparente».

Il coordinamento nazionale Ncc presenta ricorso al tar del Lazio. Manca modifica del decreto Rent

Il Coordinamento Nazionale delle Associazioni maggiormente rappresentative del mondo del noleggio con conducente (NCC), dopo un lungo percorso di interlocuzioni istituzionali, tavoli tecnici e riunioni ufficiali, esprime il proprio rammarico per l’esito delle discussioni riguardanti il Decreto RENT.

Il Decreto, nato con l’intento dichiarato di introdurre un censimento delle attività del settore, è stato successivamente modificato con l’inclusione di disposizioni che esulano dal suo scopo originale e principale: ottenere un censimento nazionale delle imprese che oggi non esiste. Tali aggiunte, a nostro avviso, non solo complicano inutilmente il quadro normativo esistente, ma introducono nuovi oneri burocratici e limitazioni operative per le imprese del settore NCC, che già affrontano una normativa complessa e frammentata.

Nonostante l’unanime richiesta da parte delle associazioni di riportare il testo del Decreto alla sua finalità originaria, ovvero quella di un semplice censimento, le modifiche introdotte durante la fase di stesura non sono state riviste. Questo ha portato a un quadro normativo che rischia di creare ulteriori criticità per le aziende, piuttosto che facilitare la regolarizzazione e la trasparenza del settore.

A fronte di questa situazione, e nell’assenza di risposte adeguate dalle istituzioni competenti, è stato inevitabile il ricorso al TAR del Lazio. Il coordinamento ha deciso di adire le vie legali per tutelare i diritti degli operatori del settore, auspicando che il Tribunale possa valutare l’impatto delle nuove disposizioni e riportare il Decreto RENT ai suoi obiettivi originari.

Il mondo del noleggio con conducente, che rappresenta una componente fondamentale del trasporto privato italiano, si trova ora a dover affrontare nuove sfide burocratiche che potrebbero compromettere la sostenibilità di molte attività. Chiediamo nuovamente alle istituzioni di aprire un confronto costruttivo e di valutare l’effetto delle nuove disposizioni in modo da garantire un equilibrio tra regolamentazione e operatività, nell’interesse degli operatori del settore e dei cittadini che usufruiscono di questo importante servizio. Restiamo fiduciosi che le istituzioni possano ascoltare le nostre istanze e apportare le dovute correzioni, affinché si possa evitare un impatto negativo su un settore che continua a dare un contributo significativo alla mobilità nazionale.

Federnoleggio Confesercenti: basta leggi obsolete per le imprese NCC

Dopo la mancata modifica alla Camera dell’art. 85 del Codice della Strada che avrebbe dovuto mettere fine ad una palese persecuzione nei confronti delle imprese NCC, è stata anche annullata la riunione di oggi pomeriggio al MIT del tavolo con le associazioni di categoria per l’esame e la discussione delle bozze dei decreti attuativi della legge di settore.

A pochi mesi dall’inizio del Giubileo e a ridosso della stagione turistica che partirà in concomitanza con la Pasqua, il comparto del Noleggio Con Conducente attende dal Governo Meloni un segnale rassicurante a salvaguardia della sopravvivenza delle aziende e a tutela del lavoro e del futuro di migliaia di lavoratori nel settore.

Il Governo non può rimanere sordo davanti alla crescente domanda dell’utenza che rivendica il diritto alla mobilità e attende da oltre tre decenni un cambio di passo. La mancanza di taxi e il contingentamento delle autorizzazioni NCC vengono percepite dal cittadino e dal turista come un chiaro sintomo di inefficienza amministrativa e di tutela dell’interesse di pochi (taxi) a danno dei molti (cittadini e turisti). E non regge la scusa che è colpa dei comuni e delle regioni perché il problema vero risiede in una legge obsoleta che non riesce più a regolare il trasporto pubblico non di linea e impedisce agli autoservizi di essere funzionali ossia integrare e supportare il trasporto di linea a discapito dell’utenza. Federnoleggio e le altre sigle di rappresentanza NCC chiedono l’abrogazione della sanzione accessoria del fermo del veicolo previsto dall’art. 85 comma 4 e comma 4 bis per chi è in possesso di regolare autorizzazione NCC, una “norma in bianco” che consente all’agente accertatore, di fatto, di bloccare un’attività economica da due a otto mesi, caso unico in Italia, anche per piccole infrazioni. Tra le bozze dei decreti ricevute dal MIT, quello che desta maggiore preoccupazione è quelli relativo al Foglio di Servizio Elettronico. Le associazioni di rappresentanza NCC sono concordi nel ritenere che tale bozza di decreto contenga elementi incomprensibili e inapplicabili, un aggravio burocratico che impatterà negativamente sull’operatività del servizio di NCC con ripercussioni pesantissime sull’erogazione di servizi specialmente di quelli destinati ai turisti e ai pellegrini. Il rischio per la privacy degli utenti (imprenditori, artisti, politici, amministratori pubblici e privati, ecc.) è minata dalla raccolta di dati per futuri “dossieraggi”.

Federnoleggio Confesercenti è pronta a continuare a collaborare fattivamente con il Ministero dei Trasporti per attuare una reale rivisitazione della normativa relativa al servizio NCC alla luce delle numerose e ripetute segnalazioni e pronunciamenti di Antitrust, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia dell’UE. Si potrà evitare, così, uno stato di agitazione del settore che potrebbe causare notevoli disagi.