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Commercio in Veneto: tra contrazione delle vetrine e crescita delle superfici medie, ora serve un piano regionale per il commercio di vicinato

Il recente studio nazionale di Confesercenti conferma che il commercio fisico in Italia sta vivendo una profonda trasformazione: oltre 100mila punti vendita sono scomparsi dal 2011 al 2025, ma la superficie media delle attività è cresciuta di quasi un quarto.

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Saldi invernali 2026: alta l’attesa dei consumatori, ma pesa il caos degli sconti anticipati

Hanno preso il via in Veneto i saldi invernali di fine stagione 2026, il primo grande appuntamento promozionale dell’anno e, come da tradizione, il più atteso dai consumatori. Secondo le rilevazioni, il 92% dei cittadini dichiara di essere interessato ad approfittare degli sconti, mentre solo l’8% esclude qualsiasi acquisto. Il negozio fisico si conferma centrale nell’esperienza di shopping: l’87% dei consumatori continuerà infatti a privilegiare i punti vendita tradizionali.

Accanto allo store fisico, però, il canale online è ormai una componente strutturale del mercato: il 54% afferma che effettuerà acquisti anche sul web e, complice la crescente integrazione tra canali, almeno il 41% comprerà sia offline sia online. Tra i più giovani (18-34 anni) il digitale assume un peso ancora maggiore, con una propensione all’acquisto online che sale al 63%.

L’interesse verso i saldi resta elevato, ma l’effettiva conversione dipenderà dalla qualità e dalla convenienza delle offerte. La ricerca dell’occasione rimane infatti il principale driver d’acquisto: il 40% dei consumatori ha già deciso cosa comprare – e molti hanno già acquistato durante il periodo di presaldi – a conferma di come la stagione promozionale, soprattutto nel comparto moda, tenda ad allungarsi sempre di più, anticipando di fatto l’avvio ufficiale delle vendite di fine stagione. Tuttavia, oltre un consumatore su due (53%) dichiara che concluderà l’acquisto solo se troverà lo sconto realmente vantaggioso.

«Negli ultimi anni le strategie commerciali per contrastare la concorrenza si sono moltiplicate – sottolinea Nicoletta Allibardi, presidente di Fismo Confesercenti del Veneto Centrale – mentre l’attuale quadro normativo fatica a tenere il passo. Si è sviluppato un vero e proprio mercato parallelo di sconti anticipati, sia online sia offline, che prende forma settimane prima dell’avvio ufficiale dei saldi».

Tra dicembre e l’inizio formale delle vendite di fine stagione si sta infatti consolidando un periodo promozionale alternativo, caratterizzato da offerte e ribassi riservati alla clientela fidelizzata: “saldi privati”, “pre-saldi”, “winter pre-sale” ed “exclusive sales” finiscono per anticipare e svuotare progressivamente di significato la data ufficiale dei saldi.

Per Confesercenti è fondamentale riportare al centro del sistema promozionale i principi di trasparenza e concorrenza leale. Prezzi e sconti devono essere chiari, verificabili e confrontabili, soprattutto nelle vendite online e nelle iniziative rivolte a platee selezionate. È inoltre imprescindibile il pieno rispetto della normativa sugli annunci di riduzione di prezzo, a partire dall’obbligo di indicare il “prezzo precedente”, ossia il più basso praticato nei 30 giorni antecedenti. In caso contrario, il rischio è che i saldi perdano la loro funzione originaria, trasformandosi in un elemento di un flusso promozionale continuo che genera confusione nei consumatori e penalizza le imprese che rispettano le regole.

«Sul web e sui social assistiamo a un autentico far west promozionale – prosegue Allibardi – fatto di offerte poco trasparenti, prezzi di partenza difficili da verificare e tutele insufficienti per i consumatori. Un’area grigia che muove centinaia di milioni di euro e che accentua lo squilibrio competitivo tra le grandi piattaforme digitali e i negozi di vicinato, nonostante gli sforzi di formazione e innovazione portati avanti da Confesercenti».

Per contrastare queste distorsioni, Fismo Confesercenti ribadisce una proposta sostenuta da tempo: il dibattito sulla regolamentazione dei saldi è ormai maturo e, come evidenzia la presidente Allibardi, è necessario rivederne le tempistiche affinché le vendite di fine stagione si svolgano esclusivamente nel periodo loro destinato. Una revisione che consentirebbe di tutelare il commercio nel delicato periodo natalizio e di prevenire ulteriori squilibri e distorsioni del mercato.

 

Economia Circolare: pratiche di successo in Veneto

ll Progetto CIREVALC – Introducing and upscaling CIRcular Economy models in regional VALue Chains in the food catering and packaging sectors, finanziato dal Programma Europeo Interreg Central Europe, iniziato il 1 Aprile 2023 e che durerà fino al 30 marzo 2026, sostiene l’adozione di modelli di economia circolare nelle filiere dei settori agroalimentare, ristorazione, imballaggi attraverso la realizzazione di diverse azioni.

Nell’ambito del progetto la Camera di Commercio di Padova organizza 3 workshop online sul tema dell’economia circolare.

Ad ogni appuntamento parteciperà come testimonial un’azienda che ha fatto dei processi circolari un elemento di competitività e successo.

Calendario:

17 Ottobre 2024 11:30-13:00 testimonial: Distillerie Umberto Bonollo Spa
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25 Ottobre 2024 09:30-11:00 testimonial: Rigoni di Asiago Srl
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29 Ottobre 2024 9:30-11:00 testimonial: Serenissima Ristorazione Spa
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Si può partecipare ad un singolo incontro o a tutti

Programma – comune a tutti gli eventi:

  • Progetto CIREVALC – rafforzare la circolarità delle PMI nella ristorazione, nel food e nel packaging
  • Testimonianza di un’impresa che ha fatto della circolarità un elemento di competitività
  • Presentazione della proposta di assistenza gratuita alle imprese sulla circolarità
  • Lancio dell’avviso pubblico di selezione delle imprese beneficiarie dell’assistenza gratuita

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Un aiuto alla cittadinanza

A fronte degli eventi atmosferici che hanno colpito gravemente il Veneto per più di 100 milioni di danni, la Regione ha esposto la richiesta a tutte le categorie di dare una mano ai cittadini in difficoltà nel riparare le proprie automobili dal maltempo.

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Diamo Energia alla Città

Giovedì 18 maggio 2023, alle ore ore 16:00 presso l’auditorium della Confesercenti del Veneto Centrale – Via Savelli, 8 – Padova, avrà luogo il workshop organizzato da Confesercenti Regionale Veneto all’interno di Veneto Welfare Day per dare nuovo valore al territorio e per sostenere i servizi e le attività locali tramite il welfare territoriale e le comunità energetiche.

Per iscriversi: cliccare qui. Vi invitiamo a partecipare numerosi!

Da oggi in zona gialla, ma il 60% dei ristoratori non può riaprire

Drammatico il bilancio dei mesi di chiusura: in 126 giorni persi 225 milioni. Nella provincia di Padova i pubblici esercizi hanno perso un milione al giorno, il comparto moda ha bruciato nell’insieme 98 milioni

Bene il ritorno in zona gialla e i primi passi verso la riapertura, ma in realtà dalla questa settimana non cambia quasi nulla: i ristoratori che hanno a disposizione plateatici o terrazze sono circa il 40% del totale, quindi il rimanente 60% non può riaprire. E il bilancio degli ultimi mesi è già drammatico. A diciotto settimane dal 19 dicembre 2020 (data di ingresso del Veneto in zona rossa) commercianti e ristoratori padovani hanno perso quasi 225 milioni di euro. Secondo le indagini dell’Osservatorio Economico Confesercenti, infatti, a tanto ammonta il “rosso” dopo 126 giorni di coprifuoco e restrizioni. Ibilancio economico della pandemia è pesantissimo, perché alle morti per malattia, alla sofferenza di chi ha contratto il virus o ha dovuto affrontare la solitudine, si aggiunge la disperazione di migliaia di lavoratori in grave difficoltà. Fra questi ci sono gli imprenditori, a cui le chiusure per decreto sono costate carissime.

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Alta velocità: non sprechiamo le risorse europee

Ieri, durante la riunione di Presidenza della Confesercenti del Veneto Centrale è stato approvato come primo punto dell’ordine del giorno la necessità di mobilitarsi affinché la città di Padova non sia esclusa dalla tratta di alta velocità che attraversa il nord Italia.

L’area del Veneto centrale è essenziale per l’intero paese: escludere dall’alta velocità Padova, che è la capitale economica del Nordest, significa penalizzare non solo la regione, ma l’Italia intera visto che la città è uno snodo fondamentale per la mobilità nazionale ed anche verso l’estero.

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Padova, ogni weekend rosso costa alla nostra provincia 20 mln di consumi

Quasi venti milioni di euro: a tanto ammontano i consumi che si andranno a perdere per ogni singolo weekend in zona rossa. Oltre 5mila, nella provincia di Padova, le attività commerciali che sicuramente dovranno tenere chiuso con le nuove restrizioni: fra queste circa 1800 negozi nel settore moda (abbigliamento, calzature ecc) e poco meno di 3500 pubblici esercizi (ristoranti, tavole calde e bar con cucina).
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Veneto arancione, Confesercenti: situazione gravissima

C’è delusione e sconforto, tra i commercianti, per il passaggio del Veneto in zona arancione. La notizia era attesa, ma non per questo avrà minore impatto sulle attività. «Siamo stanchi non ce la facciamo più» scrive in una note per la stampa la Confesercenti del Veneto Centrale, «nonostante i sacrifici, nonostante gli sforzi e le attenzioni per essere in regola, si passa in zona arancione».

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Negozi storici, riaprono i termini per l’iscrizione

Si riaprono i termini per il riconoscimento dei negozi storici del Veneto: la domanda può essere depositata dall’1 al 30 aprile prossimo e Confesercenti è a disposizione per verificare i requisiti e predisporre le domande delle relative pratiche.

«Anche quest’anno» spiega Alessandra Trivellato, coordinatrice della Fondazione Negozi Storici di Padova «siamo a disposizione di tutti i negozi e le attività economiche che volessero provare a far parte dell’elenco Regionale. Si tratta di un riconoscimento importante perché dà valore al lavoro ed allo sforzo fatto da questi piccoli imprenditori che, a volte per generazioni, hanno saputo portare avanti l’attività. Spesso, nell’immaginario comune, ciò che è “storico” viene accomunato a qualcosa di vecchio. Non è assolutamente così. In molti casi i negozi storici hanno saputo ammodernarsi nel tempo, tenendo insieme tradizione e innovazione».

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