Accompagnatori turistici, Moressa: «Serve una disciplina chiara per tutelare professionalità e qualità del servizio»
«La figura dell’accompagnatore turistico è una professione storicamente riconosciuta e svolge un ruolo centrale nell’organizzazione e nella gestione dei viaggi organizzati. Per questo è necessario arrivare a una disciplina nazionale chiara, capace di garantire qualità del servizio, tutela dei professionisti e certezza normativa».
È la posizione espressa da Paola Moressa, presidente di Federagit (Federazione Guide e Accompagnatori) di Confesercenti del Veneto Centrale, che interviene sul tema della regolamentazione della professione alla luce delle criticità e delle proposte emerse a riguardo del quadro normativo nazionale.
«È necessario definire con chiarezza l’attività dell’accompagnatore turistico, distinguendola nettamente da quella della guida turistica. Si tratta di due professioni diverse, con compiti, responsabilità e ambiti operativi specifici che devono essere riconosciuti e valorizzati in modo omogeneo nel territorio nazionale», sottolinea Moressa.
Un punto centrale riguarda anche il tema della regolamentazione della professione. «È importante mantenere una forma di regolamentazione, anche snella, che consenta di garantire sicurezza, qualità del servizio e responsabilità professionale. Una liberalizzazione indiscriminata rischierebbe invece di generare confusione, concorrenza sleale e un abbassamento complessivo della qualità del prodotto turistico italiano».
Moressa richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di tutelare e valorizzare il patrimonio di professionalità già esistente. «Gli accompagnatori turistici che hanno maturato negli anni esperienza sul campo, seguito percorsi formativi e sostenuto esami di abilitazione, hanno delle competenze che non posso essere dimenticate».
La figura dell’accompagnatore turistico, ricorda ancora Moressa, rappresenta spesso il principale punto di riferimento per i viaggiatori durante i tour organizzati, sia in Italia sia all’estero. «Si tratta di una professione che comporta responsabilità rilevanti: dal coordinamento dei servizi all’assistenza continua ai gruppi, fino alla gestione di eventuali criticità o emergenze e ai rapporti con operatori turistici, istituzioni e territori».
Per questo, conclude Moressa, «è fondamentale evitare soluzioni che possano creare professionisti di serie A e di serie B. Serve invece un sistema chiaro, equo e trasparente che riconosca il valore e la professionalità di chi già opera nel settore e che contribuisca a rafforzare la qualità dell’offerta turistica».









