Sartoria, fiori, yoga e un ospedale per gli orsetti: al via “Meantime”

Dall’ospedale degli orsetti al laboratorio sartoriale, dal mercatino dell’usato all’attività che unisce fiori e yoga. E c’è anche una mamma che si è reinventata creativa per bambini, aprendosi una seconda chance nel mondo del lavoro. Sono cinque le vetrine che riapriranno, nel centro storico di Cittadella, grazie al progetto Meantime, proposto da Cescot Veneto, ente di formazione di Confesercenti, insieme al Comune di Cittadella. La prima fase del progetto ha visto la mappatura di tutti gli sfitti commerciali nella zona del centro storico: ne sono risultati una trentina. Dei proprietari di questi negozi, cinque hanno aderito alla proposta di Cescot, concedendo lo spazio al progetto, in comodato gratuito, per dieci settimane. A novembre scorso si è quindi aperto il bando (Re-open) per trovare le attività da inserire in queste cinque vetrine. La risposta è stata ottima, tanto che la speranza, ora, è che l’iniziativa possa continuare raccogliendo un più ampio consenso da parte dei proprietari. Per il momento sono state selezionate cinque attività commerciali o artigianali in grado di valorizzare e arricchire il contesto in cui andranno ad inserirsi.

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Piove di Sacco, 100mila euro di “buoni shopping” per aiutare le famiglie e rilanciare i consumi

È terminata il 31 gennaio scorso la promozione attivata dall’amministrazione comunale di Piove di Sacco in collaborazione con Confesercenti del Veneto Centrale, che ha visto l’immissione di 100mila euro di “buoni shopping” destinati alle famiglie con figli in età scolare compresa tra i sei e i quattordici anni. Un’iniziativa finalizzata a dare un aiuto concreto ai cittadini e, allo stesso tempo, sostenere i consumi legati al commercio di prossimità. Millesettecento sono stati i buoni consegnati il 5 dicembre 2020, da spendere nei centosedici negozi di Piove di Sacco che hanno aderito su base volontaria all’iniziativa promozionale.

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Sì AI SENSI UNICI PEDONALI, MA IL COMUNE COINVOLGA I COMMERCIANTI

«Quella per l’istituzione di sensi unici pedonali» esordisce il presidente della Confesercenti del Veneto Centrale, Nicola Rossi «è una proposta che ci trova sicuramente favorevoli è che speriamo possa presto trovare effettiva realizzazione. A patto, però, che il piano per la viabilità sia condiviso con le associazioni di categoria. Il tavolo dove discuterne» ricorda Rossi «c’è già ed è quello del distretto del commercio, che riunisce tutte le anime. Al Comune, quindi, chiediamo di poterne discutere insieme, di essere coinvolti per dare un utile contributo nell’ottica di capire quali percorsi ha più senso valorizzare. Anche in base alle aree di parcheggio e alla direzione di flussi principali». Continua a leggere

Prima settimana gialla, ma i commercianti vedono nero

Confesercenti traccia un bilancio della prima settimana “gialla”: il 70% degli intervistati non vede miglioramenti, e pochi sperano nel weekend. Rossi: impossibile il ritorno alla normalità senza aver eliminato il virus. Al Governo chiediamo di passare dai ristori ai rimborsi

Sulla carta il periodo peggiore è finito, almeno per un po’: con l’inizio di febbraio il veneto è tornato in zona gialla, un cambiamento che incide poco sulle aperture dei negozi e che, tuttavia, alcuni speravano potesse avere un impatto positivo sulla psicologia dei consumatori o sul rientro negli uffici. La situazione, però, non accenna a migliorare. A fine settimana Confesercenti ha sottoposto un sondaggio ai suoi associati, che hanno risposto rapidamente e con interesse: il campione è salito in poche ore a quasi 200 persone nella provincia di Padova. Le loro risposte, tuttavia, non lasciano molto spazio all’ottimismo: il 70% non ha visto crescere l’affluenza e, di conseguenza, il volume d’affari. Del rimanente 30%, poi, il 27,6% parla comunque di un incremento molto limitato, inferiore al 10%. Per il 34,5% degli intervistati la crescita è stata più significativa, indicativamente dal 10 al 20%, e il 13,8% parla addirittura di un aumento superiore al 30%. Quattro soci (tutti ambulanti) dicono al contrario di aver notato sì un cambiamento ma, purtroppo, in peggio.

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PADOVA: VIA DANTE, SERVE UN PROGETTO DI RILANCIO

«Il tema della pedonalizzazione di via Dante – suggerisce Nicola Rossi, presidente della Confesercenti del Veneto Centrale – andrebbe affrontato all’interno di una problematica più generale, che è quella dell’accessibilità. Andrebbe poi chiarito che pedonalizzazione non significa chiusura alle auto, che è cosa diversa. È necessario un ragionamento complessivo sul recupero e sul rilancio di quella zona, con l’obiettivo di creare un anello pedonale che da piazza Garibaldi porti a piazza dei Signori. Certamente sarebbe utile partire dall’arredo urbano e dallo spazio per il parcheggio, come è stato già proposto, ma questo non basta. Serve un piano di rilancio che sia condiviso con i commercianti di zona e che metta a fuoco in quali termini quell’area può essere attrattiva. Poi, una volta individuate le criticità e i punti su cui si può lavorare, va predisposto un progetto che sia completo. Diversamente, il rischio è che un eventuale intervento risulti parziale e inefficace».

La qualifica di mensa aziendale per i ristoranti in possesso di contratti di fornitura di pasti.

Con i chiarimenti pubblicarti dalla Regione Veneto il 21 gennaio 2021 al punto 4 si fa completa chiarezza della volontà espressa con il DPCM 14 GENNAIO 2021 ART.2 PUNTO C.
Il DPCM nelle aree ARANCIONE (Veneto) sospende le attività di somministrazione ad esclusione di mense e catering continuativo su base contrattuale senza indicare (come fatto per altre attività commerciali e di servizio) il codice ATECO di riferimento. (Si pensi ad esempio al caso delle enoteche nello stesso punto c sono indicate con il codice ATECO 47.25 limitando l’asporto alle ore 18.00.)
La Regione Veneto con il chiarimento sotto riportato interviene per ricordare che il DPCM non richiama il codice ATECO 56.29 per le attività escluse dalla sospensione ma ne definisce le caratteristiche del servizio. Continua a leggere

ACCORDO TRA CONFESERCENTI E CONFARTIGIANATO PER LE MENSE AZIENDALI

In questo momento molto difficile per i nostri pubblici esercizi, diventa di primaria importanza creare nuove opportunità di sviluppo e lavorare in squadra.

La chiusura obbligatoria di ristoranti, trattorie, pizzerie e tavole calde, dettata dal DL e ultimo DPCM, per evitare assembramenti ed il diffondersi del contagio, sta creando difficoltà. Non solo alla categoria già duramente colpita, ma anche seri problemi di salute agli oltre 20.000 lavoratori delle aziende artigiane Padovane. Lavoratori che operano lontano dalla propria abitazione e non possono rientrare per il pranzo, limitando la pausa pranzo al consumo di panini o piatti freddi. Continua a leggere

Novità sull’attivazione delle mense aziendali per pubblici esercizi

Come già comunicato i pubblici esercizi in provincia di Padova, previa verifica dei codici ATECO e relative comunicazioni in tema di attività produttive,  possono attivare il servizio di “Mensa Aziendale” .

Gli esercizi che vogliano attivare tale servizio devono:

  • disporre dei requisiti tecnico amministrativi necessari
  • attivare un contratto di mensa aziendale esclusivamente per i dipendenti delle aziende (ad esempio no per singole p.iva) che, ricordiamo, vanno elencati preventivamente nel contratto stesso
  • rispettare le norme igenico-sanitarie
  • rispettare i protocolli e linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio

In attesa di ulteriori chiarimenti, siamo a disposizione di quanti volessero approfondimenti.
Per informazioni tel. 049 8698611

APPELLO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA BUI E DEL PRESIDENTE ROSSI

“Per un efficace intervento a favore delle imprese colpite dal covid bisogna PASSARE DAI RISTORI AI RIMBORSI”

“Per le imprese all’estremo si passi da insufficienti ristori ai RIMBORSI: si devono superare gli interventi in bonus in base ai codici ateco e RIMBORSARE QUANTO EFFETTIVAMENTE PERSO DALLE IMPRESE NEGLI ULTIMI 10 MESI DEL 2020.
IL GOVERNO DEVE RIMBORSARE IN PERCENTUALE I MINORI RICAVI TRA I VOLUMI D’AFFARI 2019 E 2020. SOLO COSI’ AVREMO LA POSSIBILITA’ DI RILANCIARE LE NOSTRE PICCOLE IMPRESE.

Padova li 13 gennaio 2021
Nel Veneto e nella nostra provincia la situazione sanitaria ha raggiunto livelli di massima allerta. Sempre più a rischio è la salute e la stessa vita di nostri concittadini.
Sempre più evidente è la necessità di rispettare totalmente le regole per contenere la diffusione del virus, evitando contatti rispettando le distanze usando le mascherine e disinfettando le mani. La chiusura di esercizi pubblici, le limitazioni alle aperture dei negozi, dei centri commerciali dei mercati, il divieto di organizzare fiere eventi convegni ecc. se da un lato si tratta di provvedimenti obbligatori per evitare occasioni di assembramento e quindi di diffusione dei contagi, dall’altro ha messo in ginocchio la rete diffusa delle imprese che oltre a garantire i servizi alle persone e la distribuzione delle merci garantiscono anche la vivibilità delle nostre città. Continua a leggere

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO CENTRI STORICI A PADOVA

Scadrà giovedì 14 gennaio 2021  la richiesta di contributo a Fondo perduto per le attività economiche del Centro Storico di Padova.

A CHI SPETTA
Hanno diritto ad ottenere il contributo le imprese in possesso di questi due requisiti:
1) commercianti, esercenti e imprese che ‘svolgono la loro attività’ nelle aree dei centri storici riconosciuti a norma dell’art.59 del D.L. 14 agosto 20.
Nel Veneto le città che hanno queste caratteristiche sono: PADOVA – VENEZIA -VERONA
I centri storici sono individuati dai piani urbanistici dei comuni e indicati come ZONA A o equipollenti. A titolo di esempio nella città di Padova l’individuazione della zona A corrisponde a grandi linee all’area all’interno delle mura trecentesche e interessa anche l’area del Prato della Valle. Il Bonus può essere richiesto quindi da tutti coloro che svolgono anche se per un solo giorno alla settimana o in base a contratti , la propria attività in queste aree. E’ il caso ad esempio di coloro che svolgono attività di trasporto pubblico non di linea (NCC ecc.) o per gli operatori del mercato di Prato della Valle e/o Piazza dei signori ma anche Fiera di Natale nel centro storico.
2) che abbiano una perdita di fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020, superiore ad un terzo rispetto al mese di giugno del 2019. Per coloro che operano in più unità locali (ad esempio negozi nel centro storico ed in altre città, operatori del mercato titolare di concessione di uno o due giorni la settimana, NCC con contratti occasionali e simili) il confronto va fatto solo sui corrispettivi e fatturato relativo all’attività svolta nel centro storico). Continua a leggere