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Rossi-2020

Riapertura, spostare il coprifuoco per recuperare 30 mln di consumi

La flessione dei consumi nei primi mesi del 2021 era, purtroppo, largamente attesa. Secondo l’Osservatorio Economico Confesercenti, dall’entrata del Veneto in zona rossa (il 19 dicembre 2020) al ritorno (si spera definitivo) in zona gialla, commercianti e ristoratori padovani hanno perso quasi 225 milioni di euro.

Ora l’obiettivo è rilanciare l’economia e i consumi, ritornando gradualmente alla normalitàServe una svolta rapida nelle riaperture delle attività in sicurezza, che possono dare una forte spinta alla ripresa economica ed una iniezione di fiducia alle famigliedue ore di aperture serali a tutto campo dei pubblici esercizi valgono, in un mese, circa 30 milioni di euro.

Il fatturato medio mensile, in questo periodo dell’anno, per il mondo della ristorazione padovana si aggira intorno ai 120 milioni di euro. Con le chiusure, che abbattono il fatturato del 70%, era sceso a soli 36 milioni. Ora le aperture stanno permettendo di recuperare qualcosa, ma poco: sia per via delle limitazioni d’orario e sia per via delle condizioni meteorologiche poco favorevoli. Per i ristoranti, in particolare, la differenza rispetto ad aprile è minimale. Due ore di apertura in più aiuterebbero i ristoranti (che potrebbero recuperare un 10% di fatturato) ma soprattutto i baril prolungamento dell’apertura serale può significare un recupero di fatturato anche superiore al 50%.

Complessivamente, ponderando il peso sul numero di bar e di ristoranti e sul fatturato medio di ciascuna categoria, secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Economico di Confesercenti due ore di apertura serale potrebbero voler dire circa 30 milioni di guadagni in più.

«Evidentemente» sottolinea Nicola Rossi, Presidente della Confesercenti del Veneto Centrale «su queste stime pesa il fatto che il Veneto non è la Sicilia: qui cenare fuori la sera è ancora piuttosto difficile, a maggior ragione visto il clima più freddo e piovoso della media stagionale. I bar, tuttavia, potrebbero avere un vantaggio considerevole, e questo sarebbe molto importante anche in vista del fatto che, nei mesi di chiusura, essendo per natura meno predisposti alla vendita con asporto sono stati più penalizzati dei ristoranti. Consentire la somministrazione al chiuso potrebbe portare invece un vantaggio importante anche per i ristoranti, che in termini di fatturato potrebbero raggiungere +50%».

Questa fase, sottolinea ancora Rossi, presenta «ampie differenze fra i settori produttivi: in alcuni casi, sono stati del tutto recuperati i livelli produttivi pre-crisi, mentre in altri (turismo, alcuni servizi, tempo libero) la ripresa non è mai partita. I risultati in termini di crescita per l’anno in corso dipenderanno, quindi, dal momento in cui si avvieranno le riaperture. Riaperture, inoltre, a cui non corrisponde “automaticamente” una ripresa di attività ai livelli precedenti. Certamente alcuni fattori depongono a favore di un recupero molto rapido: fra questi, oltre all’effetto d’impatto “psicologico” legato al riavvio delle attività, anche lo stock di risparmio accumulato dai consumatori nell’ultimo anno, ma in alcuni settori la situazione è ancora molto precaria».

Nella prima parte di quest’anno, dunque, il quadro economico per le famiglie è simile a quanto registrato nel 2020. Le restrizioni ai comportamenti di spesa mantengono, infatti, i consumi su livelli depressi – prossimi a quelli dei mesi finali del 2020 – quando la caduta rispetto ai valori pre-crisi risultava pari al 10 per cento.

«Bisogna intervenire al più presto» conclude Rossi «da un lato sul versante delle riaperture in sicurezza, dall’altro sulla fiducia delle famiglie in modo tale da generare, anche se gradualmente, quegli effetti di consolidamento della ripartenza di cui tutti abbiamo bisogno».

YES I STARTUP: sei imprese innovative fondate da giovani under 30 in partenza grazie a Confesercenti del Veneto Centrale

In un periodo come quello attuale, che vede il mondo del lavoro in profonda crisi e numerose attività a rischio chiusura, Confesercenti “mette le ali” a sei giovanissimi aspiranti imprenditori. Ragazzi con meno di trent’anni che hanno una propria idea d’impresa e sono disposti a mettersi in gioco per realizzarla.

Il progetto

Con il progetto “Yes I Startup” Confesercenti ha dato loro l’opportunità di intraprendere un percorso di formazione e avvio all’impresa, oltre all’accompagnamento verso il finanziamento iniziale. A questo abbiamo aggiunto un tassello in più mettendogli a disposizione uno spazio interno all’associazione dove lavorare in coworking, ed usufruendo di tutti i servizi di segreteria e delle utenze».

«Il progetto “Yes I Startup”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – spiega Isabella Morabito, responsabile del progetto – offre percorsi di formazione e accompagnamento gratuiti di 80 ore (60 di gruppo e 20 individuali), rivolti a giovani under 30 iscritti al programma Garanzia Giovani e intenzionati ad avviare una propria attività imprenditoriale. Il corso offre strumenti e conoscenze per sviluppare in modo definito l’idea imprenditoriale ed elaborare il Piano d’impresa – Business Plan, nell’ottica di accedere ai finanziamenti di “SELFIEmployment”».

Nicola Rossi, Presidente Confesercenti del Veneto Centrale

«Per quanto riguarda l’impresa – continua Nicola Rossi Presidente Confesercenti del Veneto Centrale – lo scenario in Veneto non è confortante: una recentissima indagine dell’Osservatorio Economico Confesercenti ci dice che nel centro storico di Padova ci sono attualmente 171 vetrine vuote. Un record, sono 37 in più rispetto ad un anno fa e 57 in più rispetto al 2018, quando gli sfitti erano 114. In altre parole, in due anni gli sfitti commerciali sono aumentati di un terzo. Anche sul fronte dell’occupazione, ovviamente, la crisi pesa: nel 2020 a Padova si sono aperte solo 1600 posizioni, a fronte delle 6-8mila degli ultimi anni. In un contesto come questo, non possiamo che incoraggiare e plaudere all’impegno dei giovani che, nonostante tutto, gettano il cuore oltre l’ostacolo e si lanciano in un progetto innovativo, sfidando tutte le congiunture sfavorevoli. A loro va tutto il nostro incoraggiamento per la loro personale avventura. E tutto nostro sostegno, che concretizziamo in questo progetto e nella possibilità di lavorare per 12 mesi presso uno spazio dedicato all’interno della nostra struttura, senza sostenere le spese dell’affitto».

Fabio Bui, Presidente della Provincia di Padova

«Accompagnare i giovani nel percorso che porta a trasformare un’idea in impresa risponde in modo concreto alla crisi che stiamo vivendo – spiega il Presidente della Provincia di Padova, Fabio Bui – Un plauso particolare a Confesercenti e a Cescot Veneto per aver dedicato nel progetto “Yes I Startup” molto spazio alla formazione: solo sviluppando una grande capacità di progettazione e di innovazione i nostri giovani sapranno rispondere alle sfide che quotidianamente dovranno affrontare. Complimenti ai sei under 30 che hanno saputo proporre idee imprenditoriali attraenti e a Confesercenti che ha elaborato una strategia concreta di sostegno ai giovani: ritengo che questo sia il modo migliore per sostenere il successo dei nostri giovani, per valorizzare i loro talenti e per premiare le loro eccellenze».

Franco Pasqualetti, Vicepresidente della Camera di Commercio di Padova

«Le Start up innovative sono il motore del cambiamento» aggiunge Franco Pasqualetti, Vicepresidente della Camera di Commercio di Padova. «Dal Dopoguerra, Padova e il Veneto si confermano terra di start up e oggi più che mai l’innovazione e la creatività dei giovani sono materia prima per il rilancio post Covid e per una nuova crescita economica. Padova è infatti da tempo “regina” assoluta a livello Veneto e in tutto il Nordest per quanto riguarda la costituzione di start up innovative. Con oltre 300 startup innovative la provincia di Padova si classifica al 6° posto nella classifica nazionale delle città con maggiore densità di startup dopo Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna, rafforzando così il valore del capoluogo a livello nazionale in termini di sviluppo innovativo. L’iniziativa che viene quindi oggi presentata da Cescot e Confesercenti si inserisce in un contesto decisamente dinamico. L’ecosistema dell’innovazione non sembra del resto avere risentito del prolungato periodo di emergenza sanitaria e l’Ente camerale è convinto che esso risulterà centrale per accelerare il processo di digitalizzazione del Paese e del nostro territorio».

Le idee d’impresa

Anna Meneghetti – Brand abbigliamento donna (già finanziata)
Propone la creazione di un marchio di abbigliamento femminile «dall’identità italiana, vibrante e nostalgica, dove i capi sono attentamente confezionati secondo metodi sartoriali e dove la cura per il dettaglio e l’accurata scelta dei tessuti rendono il capo durevole nel tempo e regalano un valore aggiunto per chi lo indossa».
L’idea d’impresa prevede, inoltre, la creazione di un sito e-commerce in cui la clientela potrà acquistare il prodotto finito direttamente online, beneficiando della comodità della spedizione online senza rinunciare alla cura della confezione (anch’essa attentamente studiata da Anna Meneghetti).

Roberta Cacciatore – Laboratorio di ceramica artistica (già finanziato)

Uno spazio di ricerca artistica, personale e collettiva, ma anche un luogo d’incontro, di produzione e di sperimentazione. Questo il progetto di Roberta Cacciatore, pronta ad aprire un atelier che si propone da un lato come spazio dove vendere le proprie creazioni e, dall’altro, come laboratorio aperto ai visitatori di tutte le età che desiderano cimentarsi con le arti creative. Un luogo inclusivo e un punto d’incontro per artisti e neofiti.

Andreina Colon – Editoria per l’infanzia (già finanziato)

Esperta nella promozione della cultura come nell’arte della rilegatura, Andreina Colon desidera creare una sua casa editrice di libri per l’infanzia. Propone di raccogliere opere adatte ad un pubblico di bambini e bambine tra i 7 e i 15 anni, principalmente letteratura per l’infanzia nei formati cartaceo, digitale e audiolibro. Alla scrupolosa selezione sui contenuti, unisce la cura del prodotto un tutti i suoi aspetti, compreso il design, evidenziando che il libro stesso è un oggetto d’arte.

Enrico Pettinao – Servizi di chatbot

Un chatbot è un software che simula ed elabora le conversazioni umane, scritte o parlate, per fornire automaticamente risposte immediate e precise. Enrico Pettinao propone lo sviluppo di una piattaforma per la gestione automatizzata e semplificata di chatbot e conversazioni vocali sui dispositivi che supportano Google assistant, sincronizzando in automatico prodotti, ordini e utenti – degli e-commerce o gestionali – per metterli a disposizione degli utenti nei vari canali di comunicazione. Gli utenti potranno interagire con i servizi di intelligenza artificiale o attraverso le pagine Facebook dei vari brand o invocando l’assistente vocale personalizzato attraverso il comando vocale “Ok Google, parla con #nome brand#”.

Riccardo Augusto Cattafi – Dark Kitchen NAWë BONà

L’idea di impresa si sostanzia nella gestione di una Dark Kitchen (ovvero una cucina “senza ristorante”, che lavora solo sul delivery) con spaccio di panini venezuelani fusion (arepas) e prodotti alimentari confezionati artigianali. Il progetto NAWë BONà esprime il desiderio di due giovani padovani (Cattafi ed il suo socio) di portare alla comunità di Padova un pezzo di storia, gusti ed emozioni autentici, rispecchiando nelle proposte chiari segni culturali provenienti da ogni angolo del mondo.

Martina Bertoncin – Wine bar

Propone un compendio tra un wine-bar/enoteca e la cicchetteria (termine veneto per indicare luogo dove si consumano i ‘cicchetti’ ossia finger food salato) dove il cliente può degustare vini o birre del territorio ma anche sperimentare la degustazione di prodotti di altri territori.

Meantime

Meantime – open day in Galleria Mantegna (Cittadella)

Sabato 8 maggio 2021 open day del progetto di rigenerazione urbana lanciato da Confesercenti e Cescot con il Comune di Cittadella, per rivitalizzare gli sfitti commerciali del centro storico

Dall’ospedale degli orsetti al cucito creativo, dal mercatino dell’usato all’arredo casa. E c’è anche una mamma che si è reinventata creativa per bambini, aprendosi una seconda chance nel mondo del lavoro. Sono tre, per ora, le vetrine che riapriranno, nel centro storico di Cittadella grazie al progetto Meantime, proposto da Cescot Veneto (Centro Studi di Confesercenti), insieme al Comune di Cittadella.

La prima fase del progetto, avviato a fine 2020, ha visto la mappatura di tutti gli sfitti commerciali nella zona del centro storico: ne sono risultati una trentina. Dei proprietari di questi negozi, cinque hanno aderito alla proposta di Cescot, concedendo lo spazio al progetto, in comodato gratuito, per dieci settimane. A novembre scorso si è quindi aperto il bando (Re-open) per trovare le attività da inserire in queste cinque vetrine. L’idea era di aprire nel periodo natalizio ma, data la difficile situazione sanitaria, l’inaugurazione è slittata di alcuni mesi: così aprono tre attività, che si aggiungono alle altre già presenti: Amber Viaggi, Birra Cittadella, VintageMe! Mara, Dimora Immobiliare, Arcobaleno e poi, Pizzeria alla Cittadella.

In partenza a maggio il progetto “Abano brand new shopping”

Un territorio non è solo uno spazio geografico: è fatto di storia, cultura, tradizioni, peculiarità che lo rendono unico e irripetibile. E questo vale tanto più per un’area come quella termale di Abano, Montegrotto e Battaglia, uniche nel loro genere grazie al patrimonio di risorse naturali e culturali che le hanno rese un centro d’eccellenza a livello internazionale.

Da queste premesse nasce il progetto “Abano Brand new shopping – Il valore del territorio protagonista del tuo marketing”, promosso dal Distretto del commercio delle Terme Euganee. Un percorso che mira a promuovere i prodotti delle attività economiche locali attraverso la valorizzazione del territorio in cui sorgono.

Partendo da una conoscenza più approfondita delle peculiarità del territorio termale, le attività partecipanti verranno accompagnate nell’individuare i valori, le suggestioni, le emozioni, il senso del benessere che il territorio suscita e che possono essere utilizzate nella vendita per aumentarne il valore.

Ogni partecipante creerà un progetto operativo, e immediatamente applicabile, per la promozione dei propri prodotti che sarà strettamente legato alle specificità del territorio e della cultura del benessere di Abano, Montegrotto e Battaglia.

Grazie alle tecniche di narrazione (storytelling) che verranno acquisite, il contesto diverrà elemento distintivo e trainante per la valorizzazione del prodotto in vendita.

Il laboratorio durerà complessivamente 26 ore, la partenza è prevista per l’inizio di maggio.

Da oggi in zona gialla, ma il 60% dei ristoratori non può riaprire

Drammatico il bilancio dei mesi di chiusura: in 126 giorni persi 225 milioni. Nella provincia di Padova i pubblici esercizi hanno perso un milione al giorno, il comparto moda ha bruciato nell’insieme 98 milioni

Bene il ritorno in zona gialla e i primi passi verso la riapertura, ma in realtà dalla questa settimana non cambia quasi nulla: i ristoratori che hanno a disposizione plateatici o terrazze sono circa il 40% del totale, quindi il rimanente 60% non può riaprire. E il bilancio degli ultimi mesi è già drammatico. A diciotto settimane dal 19 dicembre 2020 (data di ingresso del Veneto in zona rossa) commercianti e ristoratori padovani hanno perso quasi 225 milioni di euro. Secondo le indagini dell’Osservatorio Economico Confesercenti, infatti, a tanto ammonta il “rosso” dopo 126 giorni di coprifuoco e restrizioni. Ibilancio economico della pandemia è pesantissimo, perché alle morti per malattia, alla sofferenza di chi ha contratto il virus o ha dovuto affrontare la solitudine, si aggiunge la disperazione di migliaia di lavoratori in grave difficoltà. Fra questi ci sono gli imprenditori, a cui le chiusure per decreto sono costate carissime.

Settore

N. settimane chiusura*

Perdita fatturato

P. Esercizi

18

125 mln

Moda

14

98 mln

*Dal 19 dicembre 2020 – chiusura totale per attività di commercio non essenziali e chiusura al pubblico con possibilità di asporto/consegna a domicilio per pubblici esercizi

Ristorazione, perso un milione al giorno

I più danneggiati sono inevitabilmente i pubblici esercizi: per loro la chiusura è arrivata con il “lockdown di Natale”, lo scorso 19 dicembre, e da allora non ci sono state variazioni. Complessivamente, hanno subito 2 settimane di chiusura nel 2020 e altre 16 nel 2021. In questi 126 giorni, per loro, erano consentiti solo l’asporto e la consegna a domicilio, che tuttavia come abbiamo ribadito più volte coprono a malapena il 30% del fatturato. Il rimanente 70% dei loro guadagni abituali, per oltre quattro dei mesi più “ricchi” dell’anno, è andato in fumo. Hanno perso i pranzi di Natale e i cenoni di Capodanno, le serate di San Valentino e i pranzi di Pasqua. Gli strascichi, per forza di cose, arriveranno all’inizio dell’estate: fino a luglio, presumibilmente, non ci saranno feste per matrimoni, battesimi, cresime e comunioni.

Questa perdita, per il mondo della ristorazione nella provincia di Padova, si traduce ad oggi in quasi un milione di euro polverizzati per ogni giorno di chiusura. Complessivamente, infatti, la perdita registrata tra bar e ristoranti è pari a poco meno di 125 milioni.

E la situazione non sembra destinata a migliorare.

Fiepet: il 60% dei p.e. padovani non ha plateatico

Con il nuovo decreto, infatti, sarà possibile consumare nei ristoranti ma solo all’aperto. Una scelta che ha profondamente deluso la categoria dei pubblici esercizi, i quali hanno a lungo sperato di poter riaprire aumentando il distanziamento. «Noi siamo sui Colli e abbiamo un ampio dehor» spiega Fabio Legnaro, Fiepet Confesercenti e titolare dell’Antica Trattoria Ballotta (Torreglia) «ma devo sottolineare che l’ampia maggioranza dei pubblici esercizi, circa il 60%, non ha la nostra stessa fortuna. Rendiamoci conto che tutti questi colleghi non potranno aprire ai clienti nemmeno a pranzo. Al dato di fatto si aggiunge poi un fattore geografico: forse in Sicilia fa già abbastanza caldo da poter passare una piacevole serata all’aperto, ma qui è ancora piuttosto freddo e umido, non so quante persone vorranno cenare all’aperto se le temperature non si alzano velocemente. In questi mesi noi ristoratori abbiamo osservato scrupolosamente le normative e il Governo ha avuto molto tempo per investire sulle campagne vaccinali o per immaginare soluzioni per la riapertura in sicurezza. E ora, dopo mesi di attesa, ci troviamo ancora nelle condizioni di non poter lavorare, o di lavorare in modo molto limitato».

Moda, in rosso di 98 milioni

Per il settore dell’abbigliamento la situazione non è meno drammatica. Le settimane di chiusura, per la maggior parte dei negozi (rimangono esclusi l’abbigliamento e calzature per bambini e i negozi di biancheria intima) sono state 2 nel 2020 più altre 12 nel 2021, complessivamente 14 in tutto. Anche nel settore moda, poi, si sono persi proprio due dei periodi in cui le vendite toccano tradizionalmente il picco, ovvero il mese di dicembre (in vista del Natale) e l’inizio della primavera. Secondo i dati dell’Osservatorio Economico Confesercenti, il crollo delle vendite si è tradotto in una perdita di fatturato che complessivamente, nella provincia di Padova, raggiunge i 98 milioni di euro. Va detto, in più, che nemmeno il passaggio in zona arancione ha riportato le vendite ai livelli abituali: questo sia, in generale, per la poca propensione all’acquisto in tempo di crisi economica e sia per le restrizioni, che di fatto limitano gli spostamenti e quindi anche le possibilità di shopping.

Fismo: forte preoccupazione per il futuro

«Nel 2020» dichiara la presidente di Fismo Confesercenti Veneto, Linda Ghiraldo «le perdite del settore moda padovano hanno raggiunto il 50%. I negozi di abbigliamento e calzature hanno visto dimezzarsi il fatturato abituale, e l’anno nuovo non sta portando con sé significativi miglioramenti. Anzi: Passano i giorni e non vediamo luce in fondo al tunnel. Rimane la forte preoccupazione che alla fine di questo periodo molti saranno in ancor più difficoltà e affanno nel proseguire il loro lavoro».

Sostegni, il “rimborso” è ridicolo

A queste perdite drammatiche non è corrisposto finora il dovuto supporto da parte del Governo, da cui sono arrivati solo decreti pieni di iniquità, con sostegni economici assolutamente inadeguati.

Quanto all’ultimo Decreto Sostegni, sottolinea il presidente della Confesercenti del Veneto centrale, Nicola Rossi, «l’importo che si riceve è ridicolo. Ricordiamo il meccanismo di calcolo: su un volume d’affari di 100.000 nel 2019, se ho perso – ipotizziamo – il 40% nel 2020, pari quindi a 40 mila euro, devo dividere la mia perdita per 12 mesi e poi calcolare il 60%. In questo caso, l’importo sarà di 1999 euro. Ridicolo, lo Stato ci restituisce il 60% di quello che abbiamo perso in un mese, ma le imprese hanno perso un anno e mezzo di lavoro. Ci aspettiamo qualcosa di più incisivo per la ripresa. Di certo non possiamo pensare che così il sistema padovano si possa riprendere».

 

Lorenzo Casa nuovo presidente di Confesercenti Camposampiero

A Walter Pravato, vicepresidente, la delega per tutta l’Alta padovana

A seguito dell’assemblea dell’area Alta Padovana è stato eletto in qualità di nuovo Presidente di Confesercenti Camposampiero Lorenzo Casa, classe 1974, titolare di Casa Funebre, di Casa di Noè Funeral Pet e dell’azienda Ncc Lorenzo Private Driver.

Contestualmente è stato eletto come vicepresidente con delega a tutta l’area dell’Alta Padovana Walter Pravato, ambulante, socio Confesercenti da sempre e memoria storica dell’Alta.

Il Direttore della Confesercenti del Veneto Centrale, Greta Imbrunito, ha incontrato i nuovi eletti per allinearsi su piani e progetti per il futuro prossimo. A Walter Pravato e Lorenzo Casa vanno i migliori auguri di buon lavoro.

Il padovano Andrea Gaddi al webinar su shopping experience

Ci sarà anche Andrea Gaddi, titolare del game shop “Tempus Fugit” in via Barbarigo, a Padova, tra i giovani imprenditori che racconteranno la propria esperienza nel corso del seminario organizzato dal Coordinamento Nazionale Giovani Imprenditori ConfesercentiLe nuove sfide di mercato, dalla Shopping Experience alla ricerca dell’Omnicanalità”.

L’evento si pone l’obiettivo di fornire un’attenta analisi dei processi di integrazione tra l’online e l’offline, degli investimenti in tecnologie e processi e del necessario sviluppo delle competenze da parte degli operatori del settore. Analizzeremo come i recenti avvenimenti abbiano cambiato il comportamento del consumatore e costretto gli esercenti a modificare le proprie strategia di breve, medio e lungo periodo. Inoltre, ci sarà modo di approfondire il trend emergente del “Proximity Commerce”.

L’evento si svolgerà giovedì 22 aprile alle ore 17.00

Per partecipare è necessario registrarsi al link: https://zoom.us/webinar/register/WN_yzXTs3hQQzmDLBeNqsEyig

Confesercenti verso il rinnovo della Presidenza

Al via le procedure in preparazione dell’assemblea elettiva che, a metà giugno, vedrà le categorie impegnate nel rinnovo del Presidente e della Presidenza della Confesercenti del Veneto Centrale.

In vista di questa importante scadenza è stato creato un gruppo di lavoro per coordinare le procedure, in modo da definire l’assemblea d’area che, come da statuto, eleggerà la Presidenza ed il Presidente nonché il collegio dei revisori dei conti ed il collegio di garanzia.

Nell’attesa ha già preso avvio un fitto calendario di incontri, che si è aperto il 31 marzo scorso con l’assemblea della Faib Confesercenti (benzinai) e che proseguirà fino ai primi di giugno. Saranno incontri territoriali e di categoria per dare la giusta rappresentatività a tutti. In particolare, gli incontri territoriali coinvolgeranno Alta padovana, Terme e Colli, conselvano, estense, monselicense, piovese e saccisica, Solesino e, nel vicentino, Montecchio Maggiore e Bassano. Quanto invece alle categorie, la Faib ha già rinnovato il presidente (Mariano Peraro), mentre prossimamente si incontreranno gli associati di: Anva (ambulanti), Fiarc (agenti di commercio), Fiepet (pubblici esercizi), Fismo (moda) e Fiesa (alimentaristi).

In particolare, nel corso degli incontri si andranno a definire i delegati delle 13 categorie sindacali maggiormente rappresentative degli 11 territori e verranno identificate una decina di figure di riferimento.

Sicurezza sul lavoro, ultimi posti disponibili per i corsi di formazione obbligatoria

Ancora pochi posti disponibili per i corsi di sicurezza sul lavoro promossi dal Confesercenti. I corsi, in partenza a breve, sono obbligatori per tutte le aziende che abbiano al proprio interno “lavoratori” (soci, dipendenti, coadiutori familiari, stagisti ecc). Il titolare o socio amministratore deve infatti garantire la sicurezza dei propri lavoratori, assicurando la presenza di figure preposte.

In particolare, Confesercenti organizza corsi:

1. Per il datore di lavoro: min. 16 ore con rinnovo ogni 5 anni (corso per il rinnovo 6 ore).

2. di Primo Soccorso (per il datore di lavoro o suo delegato): min. 12 ore con rinnovo ogni 3 anni (4 ore).

3. Antincendio (per il datore o delegato): 4 ore con rinnovo triennale (2 ore).

4. FGL per tutti i lavoratori: 8 ore (4 su rischi generali e 4 su rischi specifici), rinnovo ogni 5 anni (6 ore).

I corsi menzionati sono tutti di base, in fase di sopralluogo per la valutazione dei rischi sarà valutata l’eventuale necessità di corsi più specifici/tecnici (es. corso muletti).

I corsi, obbligatori per legge, si svolgeranno tutti in presenza – secondo le nuove normative anticovid, con posti limitati – presso le sedi di Padova e Vicenza.

Per informazioni e iscrizioni:

Manuela Concas, Responsabile area Ambiente

m.concas@cdvc.it

3371290381

 

FISMO CONFESERCENTI: IL 70% DELLE P.IVA FUORI DAL DECRETO SOSTEGNI

Fismo-Confesercenti: il 70% delle p.iva fuori dal Decreto Sostegni

L’allarme del comparto moda: dallo Stato solo le briciole, a fronte di perdite drammatiche. I commercianti sono stanchi, delusi e arrabbiati

Nel 2020 le perdite del settore moda nel Veneto centrale hanno sfiorato, secondo l’Osservatorio Economico Confesercenti, quasi il 50% . I negozi di abbigliamento e calzature hanno visto dimezzarsi il fatturato abituale, e l’anno nuovo non sta portando con sé significativi miglioramenti. Anzi: «Passano i giorni e non vediamo luce in fondo al tunnel» dichiara la presidente di Fismo Confesercenti Veneto, Linda Ghiraldo.

Perdite enormi

Le perdite sono state enormi: lo dimostrano, al di là delle percentuali, i dati sul fatturato delle attività. C’è chi ha perso quasi 30mila euro e si vedrà corrispondere, grazie al Decreto Sostegni, meno di 2500 euro. Ma ci sono anche attività che hanno perso altre 16 mila euro al mese e si vedranno corrisposti 6.700 euro. Le briciole.

E al danno si aggiunge la beffa: secondo la Fismo Confesercenti, che rappresenta le imprese del settore moda, il Decreto Sostegni lascia fuori dai contributi il 70% delle partite iva.

«Non era forse più giusto ed equo calcolare i sostegni in base proporzionale al calo del fatturato? – incalza Ghiraldo – non era più realistico? Noi diciamo che poteva esserlo, ma così non è stato, purtroppo. E quindi assisteremo ad una messa a disposizione di risorse economiche che in gran parte rimarranno ferme nelle casse dello Stato e, aldilà dei proclami, non avranno nessun effetto leva su mondo delle piccole e medie imprese che rappresentiamo. Occorre fare di più molto di più e iniettare risorse nelle imprese, tracciandone il reale utilizzo, che sia esclusivamente destinato al sostegno in beni materiali per ogni singola attività».

Le proposte

Per la Fismo Confesercenti occorre dare l’opportunità di posticipare la data del fine moratoria per i finanziamenti in corso poiché se fino ad oggi le nostre imprese sono “anestetizzate” dalle misure messe in campo all’inizio della pandemia. Rimane la forte preoccupazione che alla fine di questo periodo molti saranno in ancor più difficoltà e affanno nel proseguire il loro lavoro.

Occorre, poi, accelerare la campagna vaccinale rinunciando alla comunicazione del “faremo e saremo in grado di”, privilegiando la comunicazione del “abbiamo fatto”. Le migliaia di imprese del commercio ogni giorno inventano iniziative nuove, implementano i propri codici Ateco pur di aprire sempre e comunque in sicurezza, anche perché la merce che è nei negozi va venduta e poi pagata. Nessuno si può permettere di interrompere il ciclo produttivo che fa di tutti noi un anello essenziale dell’intero sistema Paese.

Le richieste della Fismo si agganciano a quelle di Confesercenti che, lo scorso 7 aprile, ha indetto una mobilitazione nazionale a difesa e rilancio del comparto commercio.