Rossi-2020

Riapertura, spostare il coprifuoco per recuperare 30 mln di consumi

La flessione dei consumi nei primi mesi del 2021 era, purtroppo, largamente attesa. Secondo l’Osservatorio Economico Confesercenti, dall’entrata del Veneto in zona rossa (il 19 dicembre 2020) al ritorno (si spera definitivo) in zona gialla, commercianti e ristoratori padovani hanno perso quasi 225 milioni di euro.

Ora l’obiettivo è rilanciare l’economia e i consumi, ritornando gradualmente alla normalitàServe una svolta rapida nelle riaperture delle attività in sicurezza, che possono dare una forte spinta alla ripresa economica ed una iniezione di fiducia alle famigliedue ore di aperture serali a tutto campo dei pubblici esercizi valgono, in un mese, circa 30 milioni di euro.

Il fatturato medio mensile, in questo periodo dell’anno, per il mondo della ristorazione padovana si aggira intorno ai 120 milioni di euro. Con le chiusure, che abbattono il fatturato del 70%, era sceso a soli 36 milioni. Ora le aperture stanno permettendo di recuperare qualcosa, ma poco: sia per via delle limitazioni d’orario e sia per via delle condizioni meteorologiche poco favorevoli. Per i ristoranti, in particolare, la differenza rispetto ad aprile è minimale. Due ore di apertura in più aiuterebbero i ristoranti (che potrebbero recuperare un 10% di fatturato) ma soprattutto i baril prolungamento dell’apertura serale può significare un recupero di fatturato anche superiore al 50%.

Complessivamente, ponderando il peso sul numero di bar e di ristoranti e sul fatturato medio di ciascuna categoria, secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Economico di Confesercenti due ore di apertura serale potrebbero voler dire circa 30 milioni di guadagni in più.

«Evidentemente» sottolinea Nicola Rossi, Presidente della Confesercenti del Veneto Centrale «su queste stime pesa il fatto che il Veneto non è la Sicilia: qui cenare fuori la sera è ancora piuttosto difficile, a maggior ragione visto il clima più freddo e piovoso della media stagionale. I bar, tuttavia, potrebbero avere un vantaggio considerevole, e questo sarebbe molto importante anche in vista del fatto che, nei mesi di chiusura, essendo per natura meno predisposti alla vendita con asporto sono stati più penalizzati dei ristoranti. Consentire la somministrazione al chiuso potrebbe portare invece un vantaggio importante anche per i ristoranti, che in termini di fatturato potrebbero raggiungere +50%».

Questa fase, sottolinea ancora Rossi, presenta «ampie differenze fra i settori produttivi: in alcuni casi, sono stati del tutto recuperati i livelli produttivi pre-crisi, mentre in altri (turismo, alcuni servizi, tempo libero) la ripresa non è mai partita. I risultati in termini di crescita per l’anno in corso dipenderanno, quindi, dal momento in cui si avvieranno le riaperture. Riaperture, inoltre, a cui non corrisponde “automaticamente” una ripresa di attività ai livelli precedenti. Certamente alcuni fattori depongono a favore di un recupero molto rapido: fra questi, oltre all’effetto d’impatto “psicologico” legato al riavvio delle attività, anche lo stock di risparmio accumulato dai consumatori nell’ultimo anno, ma in alcuni settori la situazione è ancora molto precaria».

Nella prima parte di quest’anno, dunque, il quadro economico per le famiglie è simile a quanto registrato nel 2020. Le restrizioni ai comportamenti di spesa mantengono, infatti, i consumi su livelli depressi – prossimi a quelli dei mesi finali del 2020 – quando la caduta rispetto ai valori pre-crisi risultava pari al 10 per cento.

«Bisogna intervenire al più presto» conclude Rossi «da un lato sul versante delle riaperture in sicurezza, dall’altro sulla fiducia delle famiglie in modo tale da generare, anche se gradualmente, quegli effetti di consolidamento della ripartenza di cui tutti abbiamo bisogno».

Corso Fogazzaro, la pedonalizzazione non basta!

Un nuovo park in legno a più piani, valorizzazione delle vie ciclabili lungo il fiume e lungo le mura, modifiche al transito per trasformare una via d’uscita, come corso Fogazzaro, in una via di entrata.

Ecco le proposte di Confesercenti per la mobilità del centro

Corso Fogazzaro è una via bellissima, ma penalizzata dal punto di vista commerciale. Ora la contingenza della alla pandemia ha riportato alla ribalta la questione della pedonalizzazione, legata alla presenza dei plateatici, e tuttavia la sola chiusura al traffico non può risolvere la situazione, in mancanza di altri interventi. Questa la posizione della Confesercenti di Vicenza, che ha pronte due proposte per riorganizzare la mobilità del centro, pedonale e non, in modo da valorizzare anche le aree meno di passaggio.

«Il vero problema – sottolinea Stefano Soprana, responsabile alla Mobilità, Sostenibilità e Commercio «non è tanto la chiusura al traffico o l’ampliamento dello spazio per i plateatici, ma come portare più persone a frequentare Corso Fogazzaro. Purtroppo questa strada, pur così bella e ben riqualificata, nell’immaginario dei vicentini è considerata quasi esclusivamente una via d’uscita dal centro, quando invece potrebbe benissimo diventare una via d’entrata. Come? Trasformando Piazza Carmini in una nuova entrata alla Zona Traffico Limitato. Non è facile cambiare vecchie abitudini – chiosa Soprana – servono decisioni importanti e coraggiose. Ma in mancanza di queste decisioni, altri interventi isolati rischiano di risultare insufficienti».

Ecco quindi, più nel dettaglio, le due proposte di Confesercenti:

1. Per il mezzo privato aumentare il numero di posti riqualificando, attraverso un progetto già studiato dall’architetto Giovanni Traverso, tutta l’attuale area Park Fogazzaro con un parcheggio in legno a più piani. Contestualmente, dare spazio a due vie ciclo pedonali: una lungo il fiume ed una lungo le mura antiche.

Per il trasporto pubblico usare Piazza Carmini come primo approdo a nord per il centro storico, piazzale Giusti come secondo a ovest per poi raggiungere la stazione perno scambiatore con tutto il sistema trasporto pubblico locale e Nazionale. Proponiamo ben due fermate più prossime al centro storico parallele rispetto alle attuali fuori le mura di viale Mazzini e viale Milano.

  • Le linee urbane interessate possono essere:

  • la Linea N6 proveniente da nord dal Comune di Costabissara

  • la Linea N5 proveniente da nord- Villaggio del Sole

  • la Linea N7 proveniente dal quartiere San Lazzaro in area Ovest

  • il Linea N20 servizio centro- bus proveniente da via Quasimodo in area nord-ovest

  • la Linea N3 proveniente da est quartiere Parco Città

2. Per permettere al trasporto pubblico di accede alla ZTL entrando da Corso Fogazzaro si dovrà sopprimere l’attuale transito per gli archi e usare la strada in entrata a sinistra della Porta Santa Croce, invertendone il senso di marcia favorendo così solo l’entrata verso Corso Fogazzaro a tutti i mezzi pubblici.

Anche l’accesso al Park Fogazzaro dovrà essere più agile e breve.

Attualmente solo la Linea 20 riesce a passare nell’arco di Porta Santa Croce, nessun altro mezzo pubblico si avvicina a questa area del centro storico, tutti passano o fuori le mura o su Porta Nova posizionata molto più a sud.

L’uscita dei mezzi privati dal quartiere San Rocco dovrà transitare su Porta Nova e su Ponte Novo, non più da Porta Santa Croce per favorire accesso ai mezzi pubblici e riqualificare Porta Santa Croce come avvenuto per Porta San Biagio permettendo solo il transito pedonale e ciclabile.

YES I STARTUP: sei imprese innovative fondate da giovani under 30 in partenza grazie a Confesercenti del Veneto Centrale

In un periodo come quello attuale, che vede il mondo del lavoro in profonda crisi e numerose attività a rischio chiusura, Confesercenti “mette le ali” a sei giovanissimi aspiranti imprenditori. Ragazzi con meno di trent’anni che hanno una propria idea d’impresa e sono disposti a mettersi in gioco per realizzarla.

Il progetto

Con il progetto “Yes I Startup” Confesercenti ha dato loro l’opportunità di intraprendere un percorso di formazione e avvio all’impresa, oltre all’accompagnamento verso il finanziamento iniziale. A questo abbiamo aggiunto un tassello in più mettendogli a disposizione uno spazio interno all’associazione dove lavorare in coworking, ed usufruendo di tutti i servizi di segreteria e delle utenze».

«Il progetto “Yes I Startup”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – spiega Isabella Morabito, responsabile del progetto – offre percorsi di formazione e accompagnamento gratuiti di 80 ore (60 di gruppo e 20 individuali), rivolti a giovani under 30 iscritti al programma Garanzia Giovani e intenzionati ad avviare una propria attività imprenditoriale. Il corso offre strumenti e conoscenze per sviluppare in modo definito l’idea imprenditoriale ed elaborare il Piano d’impresa – Business Plan, nell’ottica di accedere ai finanziamenti di “SELFIEmployment”».

Nicola Rossi, Presidente Confesercenti del Veneto Centrale

«Per quanto riguarda l’impresa – continua Nicola Rossi Presidente Confesercenti del Veneto Centrale – lo scenario in Veneto non è confortante: una recentissima indagine dell’Osservatorio Economico Confesercenti ci dice che nel centro storico di Padova ci sono attualmente 171 vetrine vuote. Un record, sono 37 in più rispetto ad un anno fa e 57 in più rispetto al 2018, quando gli sfitti erano 114. In altre parole, in due anni gli sfitti commerciali sono aumentati di un terzo. Anche sul fronte dell’occupazione, ovviamente, la crisi pesa: nel 2020 a Padova si sono aperte solo 1600 posizioni, a fronte delle 6-8mila degli ultimi anni. In un contesto come questo, non possiamo che incoraggiare e plaudere all’impegno dei giovani che, nonostante tutto, gettano il cuore oltre l’ostacolo e si lanciano in un progetto innovativo, sfidando tutte le congiunture sfavorevoli. A loro va tutto il nostro incoraggiamento per la loro personale avventura. E tutto nostro sostegno, che concretizziamo in questo progetto e nella possibilità di lavorare per 12 mesi presso uno spazio dedicato all’interno della nostra struttura, senza sostenere le spese dell’affitto».

Fabio Bui, Presidente della Provincia di Padova

«Accompagnare i giovani nel percorso che porta a trasformare un’idea in impresa risponde in modo concreto alla crisi che stiamo vivendo – spiega il Presidente della Provincia di Padova, Fabio Bui – Un plauso particolare a Confesercenti e a Cescot Veneto per aver dedicato nel progetto “Yes I Startup” molto spazio alla formazione: solo sviluppando una grande capacità di progettazione e di innovazione i nostri giovani sapranno rispondere alle sfide che quotidianamente dovranno affrontare. Complimenti ai sei under 30 che hanno saputo proporre idee imprenditoriali attraenti e a Confesercenti che ha elaborato una strategia concreta di sostegno ai giovani: ritengo che questo sia il modo migliore per sostenere il successo dei nostri giovani, per valorizzare i loro talenti e per premiare le loro eccellenze».

Franco Pasqualetti, Vicepresidente della Camera di Commercio di Padova

«Le Start up innovative sono il motore del cambiamento» aggiunge Franco Pasqualetti, Vicepresidente della Camera di Commercio di Padova. «Dal Dopoguerra, Padova e il Veneto si confermano terra di start up e oggi più che mai l’innovazione e la creatività dei giovani sono materia prima per il rilancio post Covid e per una nuova crescita economica. Padova è infatti da tempo “regina” assoluta a livello Veneto e in tutto il Nordest per quanto riguarda la costituzione di start up innovative. Con oltre 300 startup innovative la provincia di Padova si classifica al 6° posto nella classifica nazionale delle città con maggiore densità di startup dopo Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna, rafforzando così il valore del capoluogo a livello nazionale in termini di sviluppo innovativo. L’iniziativa che viene quindi oggi presentata da Cescot e Confesercenti si inserisce in un contesto decisamente dinamico. L’ecosistema dell’innovazione non sembra del resto avere risentito del prolungato periodo di emergenza sanitaria e l’Ente camerale è convinto che esso risulterà centrale per accelerare il processo di digitalizzazione del Paese e del nostro territorio».

Le idee d’impresa

Anna Meneghetti – Brand abbigliamento donna (già finanziata)
Propone la creazione di un marchio di abbigliamento femminile «dall’identità italiana, vibrante e nostalgica, dove i capi sono attentamente confezionati secondo metodi sartoriali e dove la cura per il dettaglio e l’accurata scelta dei tessuti rendono il capo durevole nel tempo e regalano un valore aggiunto per chi lo indossa».
L’idea d’impresa prevede, inoltre, la creazione di un sito e-commerce in cui la clientela potrà acquistare il prodotto finito direttamente online, beneficiando della comodità della spedizione online senza rinunciare alla cura della confezione (anch’essa attentamente studiata da Anna Meneghetti).

Roberta Cacciatore – Laboratorio di ceramica artistica (già finanziato)

Uno spazio di ricerca artistica, personale e collettiva, ma anche un luogo d’incontro, di produzione e di sperimentazione. Questo il progetto di Roberta Cacciatore, pronta ad aprire un atelier che si propone da un lato come spazio dove vendere le proprie creazioni e, dall’altro, come laboratorio aperto ai visitatori di tutte le età che desiderano cimentarsi con le arti creative. Un luogo inclusivo e un punto d’incontro per artisti e neofiti.

Andreina Colon – Editoria per l’infanzia (già finanziato)

Esperta nella promozione della cultura come nell’arte della rilegatura, Andreina Colon desidera creare una sua casa editrice di libri per l’infanzia. Propone di raccogliere opere adatte ad un pubblico di bambini e bambine tra i 7 e i 15 anni, principalmente letteratura per l’infanzia nei formati cartaceo, digitale e audiolibro. Alla scrupolosa selezione sui contenuti, unisce la cura del prodotto un tutti i suoi aspetti, compreso il design, evidenziando che il libro stesso è un oggetto d’arte.

Enrico Pettinao – Servizi di chatbot

Un chatbot è un software che simula ed elabora le conversazioni umane, scritte o parlate, per fornire automaticamente risposte immediate e precise. Enrico Pettinao propone lo sviluppo di una piattaforma per la gestione automatizzata e semplificata di chatbot e conversazioni vocali sui dispositivi che supportano Google assistant, sincronizzando in automatico prodotti, ordini e utenti – degli e-commerce o gestionali – per metterli a disposizione degli utenti nei vari canali di comunicazione. Gli utenti potranno interagire con i servizi di intelligenza artificiale o attraverso le pagine Facebook dei vari brand o invocando l’assistente vocale personalizzato attraverso il comando vocale “Ok Google, parla con #nome brand#”.

Riccardo Augusto Cattafi – Dark Kitchen NAWë BONà

L’idea di impresa si sostanzia nella gestione di una Dark Kitchen (ovvero una cucina “senza ristorante”, che lavora solo sul delivery) con spaccio di panini venezuelani fusion (arepas) e prodotti alimentari confezionati artigianali. Il progetto NAWë BONà esprime il desiderio di due giovani padovani (Cattafi ed il suo socio) di portare alla comunità di Padova un pezzo di storia, gusti ed emozioni autentici, rispecchiando nelle proposte chiari segni culturali provenienti da ogni angolo del mondo.

Martina Bertoncin – Wine bar

Propone un compendio tra un wine-bar/enoteca e la cicchetteria (termine veneto per indicare luogo dove si consumano i ‘cicchetti’ ossia finger food salato) dove il cliente può degustare vini o birre del territorio ma anche sperimentare la degustazione di prodotti di altri territori.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER IMPRESE TURISTICHE A VICENZA

Le imprese della filiera turistica possono accedere al Bando per contributi a Fondo perduto della Camera di Commercio di Vicenza “21FT per la filiera turistica”.
A partire dalle ore 10.00 del 18 maggio 2021 e fino alle ore 21 del 3 giugno 2021, salvo esaurimento anticipato dei 110 mila euro stanziati , è possibile presentare la domanda per il contributo della filiera turistica.

QUALI SONO I SOGGETTI AMMISSIBILI?

– LINEA DI INTERVENTO A: imprese di tutta la Provincia di Vicenza (con sede/unità locale dichiarata al Registro Imprese) che esercitano attività con codice Ateco primario o prevalente, risultante da visura:
• 49.32.2 Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente • 49.39.01 Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie • 55.1 Alberghi • 55.2 Alloggi per vacanze e soggiorni brevi • 55.3 Aree di campeggio • 77.11 Noleggio auto • 77.21 Noleggio attrezzature sportive e ricreative • 79 Attività dei servizi delle agenzie viaggio, tour operator, servizi di prenotazione • 93.21 Parchi divertimenti e parchi tematici
– LINEA DI INTERVENTO B: imprese che esercitano attività con codice Ateco primario o prevalente, risultante da visura camerale: • 55.1 Alberghi: di tutta la Provincia di Vicenza (sede/unità locale dichiarata al Registro Imprese); • 56 Attività dei servizi di ristorazione: che effettuano interventi nei Comuni turistici montani (Asiago, Enego, Gallio, Foza, Lusiana-Conco, Recoaro Terme, Roana, Rotzo, Tonezza del Cimone) e/o nelle Città d’arte (Vicenza, Bassano del Grappa, Marostica e Schio) e con esclusione dei seguenti sotto-codici: 56.10.2, 56.10.4, 56.10.5, 56.2.

N.B.: I bar, quindi possono presentare domanda solamente se con sede legale/unità locale nei comuni sopracitati

SPESE AMMISSIBILI LINEA DI INTERVENTO A:
• spese di consulenza e progettazione campagne pubblicitarie di promozione delle stagione turistica 2021/22 (siti e canali web, campagna stampa, televisiva, radiofonica, social o similari) finalizzate a promuovere l’impresa o il prodotto turistico (sia per incoming, che per outgoing);
• spese di produzione strumenti promozionali a favore dell’impresa o del prodotto turistico per la stagione turistica 2021/22 (web, stampa cataloghi, brochure per la promozione della stagione turistica ….);
• spese di produzione e aggiornamento dei nuovi prodotti (ad esempio aggiornamento e adeguamento sito web, ristampa cataloghi, brochure etc);
• campagne promozionali con attività di digital e social media marketing, couponing, inbound marketing;
• azioni di digital marketing su portali di promozione turistica;
• acquisizione ed utilizzo di forme di smart-payment, nonché canoni per utilizzo di piattaforme online (solo quelli sostenuti e pagati nel periodo che decorre dal 1 gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2021);
• canoni di inserimento e/o mantenimento su piattaforme di prenotazione turistica, marketplace (B2B, B2C e I2C) (solo quelli sostenuti e pagati tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021);
• traduzioni dei testi aziendali finalizzate alla predisposizione di portfolio prodotti;
• shooting fotografici dei prodotti aziendali finalizzati alla predisposizione di portfolio servizi o finalizzati alla realizzazione della campagna promozionale;
• interventi per il finanziamento di pratiche di gestione d’impresa improntate ai criteri del rispetto ambientale e della valorizzazione del territorio e delle produzioni locali

– LINEA DI INTERVENTO B: spese per l’acquisto di paravento, tende di contenimento e parapetto in pvc trasparente, tavoli, sedie, poltroncine, ombrelloni, fioriere, lampade per l’illuminazione dei plateatici esterni, lampade riscaldanti, paratie, pedana amovibile.

Le spese devono essere sostenute e interamente pagate tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021.

ENTITA’ DEL CONTRIBUTO

Contributo di 1.500 euro a fronte di una spesa minima di € 3.000.

 

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

La presentazione della domanda deve avvenire presentando apposita modulistica (pubblicata sul sito www.vi.camcom.it) esclusivamente attraverso il portale Telemaco (http://webtelemaco.infocamere.it), previa registrazione.

L’impresa può individualmente registrarsi al Servizio Telematico, gratuitamente su https://www.registroimprese.it/registrazione – la registrazione va richiesta almeno 48 ore prima della chiusura delle domande di contributo.

È richiesto il possesso di firma digitale del titolare o legale rappresentante dell’impresa richiedente, (che viene rilasciata dalla stessa Camera di Commercio, previo appuntamento, o da altri soggetti autorizzati) senza possibilità di delega a terzi.

Per supporto e/o info chiamare lo 0444/569933 – c.dani@cdvc.it

Asporto consentito nei bar anche dopo le 18,00. Vietato il consumo nelle adiacenze dei pubblici esercizi.

Con nota prot. n. 4769.11/2021, avente ad oggetto “Decreto riaperture – DL n. 52, del 21 aprile 2021”, il nostro Ufficio Legislativo, lo scorso 23 aprile, aveva commentato come, per effetto dell’entrata in vigore del DL, restasse consentita dal 26 aprile scorso la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
Prudenzialmente, avevamo affermato che, ai sensi dell’art. 4 del DL n. 52, per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dal codice ATECO 56.3 (bar senza cucina) l’asporto fosse consentito esclusivamente fino alle ore 18,00.
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Meantime

Meantime – open day in Galleria Mantegna (Cittadella)

Sabato 8 maggio 2021 open day del progetto di rigenerazione urbana lanciato da Confesercenti e Cescot con il Comune di Cittadella, per rivitalizzare gli sfitti commerciali del centro storico

Dall’ospedale degli orsetti al cucito creativo, dal mercatino dell’usato all’arredo casa. E c’è anche una mamma che si è reinventata creativa per bambini, aprendosi una seconda chance nel mondo del lavoro. Sono tre, per ora, le vetrine che riapriranno, nel centro storico di Cittadella grazie al progetto Meantime, proposto da Cescot Veneto (Centro Studi di Confesercenti), insieme al Comune di Cittadella.

La prima fase del progetto, avviato a fine 2020, ha visto la mappatura di tutti gli sfitti commerciali nella zona del centro storico: ne sono risultati una trentina. Dei proprietari di questi negozi, cinque hanno aderito alla proposta di Cescot, concedendo lo spazio al progetto, in comodato gratuito, per dieci settimane. A novembre scorso si è quindi aperto il bando (Re-open) per trovare le attività da inserire in queste cinque vetrine. L’idea era di aprire nel periodo natalizio ma, data la difficile situazione sanitaria, l’inaugurazione è slittata di alcuni mesi: così aprono tre attività, che si aggiungono alle altre già presenti: Amber Viaggi, Birra Cittadella, VintageMe! Mara, Dimora Immobiliare, Arcobaleno e poi, Pizzeria alla Cittadella.

CESCOT VENETO E  CONFESERCENTI PRESENTANO SEI START UP INNOVATIVE

In un periodo come quello attuale, che vede il mondo del lavoro in profonda crisi e numerose attività a rischio chiusura, Cescot Veneto (Centro Studi di Confesercenti) “mette le ali” a sei giovanissimi aspiranti imprenditori. Ragazzi con meno di trent’anni che hanno una propria idea d’impresa e sono disposti a mettersi in gioco per realizzarla.
“Con il progetto “Yes I Startup” abbiamo dato loro l’opportunità di intraprendere un percorso di formazione e avvio all’impresa, oltre all’accompagnamento verso il finanziamento iniziale, dichiara Nicola Rossi Presidente Confesercenti del Veneto Centrale. A questo abbiamo aggiunto un tassello in più mettendogli a disposizione uno spazio interno all’associazione dove lavorare in coworking, ed usufruendo di tutti i servizi di segreteria e delle utenze”.

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Padova, in un anno quasi 5mila posti di lavoro in meno

Un anno drammatico per l’economia padovana, come dimostrano anche i dati sull’occupazione: calano le assunzioni in tutti i settori, e in particolare in quello di ricettività e ristorazione, che nella sola provincia di Padova contano 1870 occupati in meno dal 2019 al 2020. «Se è vero, infatti, che il numero assoluto di occupati non è sceso» spiega il presidente della Confesercenti del Veneto Centrale, Nicola Rossi «è pur vero che le assunzioni sono drammaticamente calate: quasi 5mila in meno in un solo anno. Questo perché a fare la differenza non sono i licenziamenti, ma le mancate assunzioni. Negli ultimi anni la crescita era stabilmente intorno alle 6-8mila unità in più ogni anno, nel 2020 appena 1600. A soffrire di più, lo ripetiamo ormai da un anno, sono i settori legati al turismo e alla ristorazione, che nel padovano danno lavoro mediamente a circa 20 mila persone. Quest’anno non ci sono state solo meno assunzioni, anche il saldo di occupati totali è negativo di quasi duemila unità. I dati regionali ci dicono anche i periodi in cui si registrano i contratti mancati: sono il secondo e il quarto trimestre. In altre parole, l’estate e il periodo di Natale, quelli che danno lavoro a moltissimi stagionali. Aggiungo che, secondo un’elaborazione dell’Osservatorio Economico Confesercenti, oltre il 43% delle nostre imprese ha uno o più dipendenti in cassa integrazione».

«Per l’economia padovana» conclude Rossi «è stato un annus horribilis e il protrarsi di questa situazione incerta sicuramente non aiuterà gli imprenditori a rialzarsi. Per quanto riguarda le nostre categorie, abbiamo subito perdite drammatiche cui non è corrisposto, finora, il dovuto supporto da parte del Governo, da cui sono arrivati solo decreti pieni di iniquità, con sostegni economici assolutamente inadeguati».

Le assunzioni nel 2019-2020

Totale assunzioni

Saldo occupazionale

Tempo indeterminato

2019

118.960

+6.425

+8.895

2020

93.350

+ 1.660

+5.590

Differenza ‘19/’20

– 4.765

– 3.305

*Dati regione Veneto

L’incidenza della cassa integrazione

campione

Hanno lavoratori in cig

In fsba

In fis

270 aziende

43,7%%

4,5%

4,7%

*dati Osservatorio Economico Confesercenti

Secondo un’indagine dell’Osservatorio Economico Confesercenti, su un campione di 270 aziende quasi la metà (43,7%) ha attualmente uno o più dipendenti in cassa integrazione.

VICENZA, IN UN ANNO QUASI 3MILA ASSUNZIONI IN MENO

Un anno drammatico per l’economia vicentina, come dimostrano anche i dati sull’occupazione: calano le assunzioni in tutti i settori, e in particolare in quello di ricettività e ristorazione, che nella sola provincia di Vicenza contano 1.180 occupati in meno dal 2019 al 2020. Se è vero, infatti, che il numero assoluto di occupati non è sceso è pur vero che le assunzioni sono drammaticamente calate: quasi 3mila in meno in un solo anno. A fare la differenza non sono i licenziamenti, ma le mancate assunzioni. Negli ultimi anni la crescita era stabilmente intorno alle 6-8mila unità in più ogni anno, nel 2020 appena 2700. A soffrire di più, lo ripetiamo ormai da un anno, sono i settori legati al turismo e alla ristorazione. Quest’anno non ci sono state solo meno assunzioni, anche il saldo di occupati totali è negativo di quasi duemila unità. I dati regionali ci dicono anche i periodi in cui si registrano i contratti mancati: sono il secondo e il quarto trimestre. In altre parole, l’estate e il periodo di Natale, quelli che danno lavoro a moltissimi stagionali. Aggiungiamo che, secondo un’elaborazione dell’Osservatorio Economico Confesercenti, circa il 45% delle nostre imprese ha uno o più dipendenti in cassa integrazione.

Per l’economia vicentina è stato un annus horribilis e il protrarsi di questa situazione incerta sicuramente non aiuterà gli imprenditori a rialzarsi. Per quanto riguarda le nostre categorie, abbiamo subito perdite drammatiche cui non è corrisposto, finora, il dovuto supporto da parte del Governo, da cui sono arrivati solo decreti pieni di iniquità, con sostegni economici assolutamente inadeguati».

Saldo assunzioni 2019-2020

Anno

Totale assunzioni

Saldo occupazionale

Tempo indeterminato

2019

107.145

+5.455

+9.245

2020

87.560

+ 2.720

+5.950

Differenza ‘19/’20

-19.585

– 2.735

– 3.295

*Dati regione Veneto

Il saldo occupazionale (la differenza tra lavoratori “in uscita” e “in ingresso” nel mondo del lavoro) nel 2020 è in calo ma non negativo. Questo, certamente, anche per via del blocco dei licenziamenti. Il confronto con l’anno precedente (che già era in calo rispetto all’anno prima ancora) rende però evidente come la curva delle assunzioni scenda sempre più in basso. In altre parole il numero complessivo dei lavoratori non è sceso, tuttavia in un anno Vicenza ha perso almeno 2700 potenziali nuovi posti di lavoro.

Settori più in crisi

Settore

Totale assunzioni 2019

Totale assunzioni 2020

Saldo

assunzioni

Saldo

occupazionale

Servizi turistici

10.900

6.655

– 4.245

– 1.180

Commercio al dettaglio

4.705

3.840

– 865

+ 55

Ci sono settori dove la perdita risulta tanto più evidente: in particolare il turismo registra un crollo verticale delle assunzioni, tale da incidere anche sul numero complessivo di lavoratori, che scende di oltre 1100 unità. Le assunzioni scendono nel settore tempo libero (-64%), intrattenimento (-62%), cultura (-42%) e ristorazione (-41%).

Anche il commercio al dettaglio, fortemente danneggiato dalle prolungate chiusure, rientra fra i settori più in sofferenza: le assunzioni nel 2020 sono state quasi mille in meno rispetto all’anno precedente. Soffrono soprattutto le attività che vendono gli articoli per il tempo libero (-50%), mentre crescono gli ipermercati (+19%).